Luciano Maggiore & Francesco Brasini

HOW TO INCREASE LIGHT IN THE EAR

Boring Machines, 2012

Francesco Brasini, geniale e necessario ricercatore del suono in tutte le sue forme e tessiture, incontra ancora l’universo di Luciano Maggiore, altro superlativo creatore di esperienze percettive, per dar vita a How to Increase Light in the Ear, secondo lavoro generato dalla rigorosa e considerevole Boring Machines. Il titolo del disco ne è la sintesi migliore: l’orecchio è il mezzo, il fine é altra cosa… Se con il precedente Chàsm’ Achanès (huge abyss) (2011, Boring Machines) la ricerca era rivolta a cupi intorpidimenti e alla scoperta di abissi sonori a base di basse frequenze, questo lavoro fa un distillato di quelle atmosfere per poi sublimarle ed elevarle a pura luminescenza acustica. L’esperienza che Maggiore e Brasini ci riservano è una necessaria e sconcertante ricerca della purezza del suono analogico oltre che essere una limpida e incontaminata meditazione ambient. Forme sonore, soundscapes di moderno neo-misticismo e drones dalle sfumature glaciali. Una sottilissima lama di luce penetra nella mente per generare una sorta di effetto larsen del subconscio. L’intorpidimento sensoriale si protrae nel corso delle due tracce del disco.
Per i non addetti a cotanta avanguardia non si tratta di ascolto convenzionale ma di pura esperienza percettiva fuori da ogni schema. Non serve raccontarla un’opera simile, né si può solo tentare di descriverla come fosse una comunissima esperienza musicale. È avanguardia in evoluzione! Da ascoltare a occhi chiusi, in stato di totale abbandono, correndo il rischio però, una volta riaperte le palpebre, di sorprenderci in un universo percettivo che sinora si era totalmente ignorato. L’ascolto indiscriminato può provocare una forte stimolazione della ghiandola pineale e quindi una prolungata dissociazione dal reale. How to… scardina le porte delle percezione, questo è il suo principale merito!

Voto: 8

Anthony “antz” Ettorre