{"id":772,"date":"2002-08-15T16:33:05","date_gmt":"2002-08-15T14:33:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/?p=772"},"modified":"2009-07-17T16:34:05","modified_gmt":"2009-07-17T14:34:05","slug":"belle-sebastian-live-at-horus-club-rome-150402","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/2002\/08\/belle-sebastian-live-at-horus-club-rome-150402\/","title":{"rendered":"Belle &#038; Sebastian &#8211; Live At Horus Club, Rome 15\/04\/02"},"content":{"rendered":"<p>Serata di grande musica indipendente, \u00e8 quella del 15 aprile in quel di Roma. Bench\u00e9 al Palacisalfa fossero di scena, scusate se poco, Mercury Rev ed Afterhours ( o forse ho invertito l\u2019 ordine..), una folta schiera di fans riempe l\u2019Horus Club per assistere a quello che si prospetta come l\u2019 evento indie pop pi\u00f9 atteso dell\u2019 anno. Alle ore 22 spaccate, il collettivo scozzese si sparpaglia sul palco \u2018arredato\u2019 con tutti gli strumenti che devono fare al caso per quell\u2019 orchestrina di 14 elementi. Il suono bucolico di un\u2019 armonica inaugura la performance introdotta con uno strumentale morriconiano che scalda gli entusiasmi del pubblico le cui prime file si affannano a comunicare con il disponibile Stuart. Ecco quindi liberarsi quella voce angelica, pacata, che intonava le note di una vecchia b-side che d\u00e0 il nome al loro EP \u2018Dog On Wheels\u2018. Nonostante ci sia qualcuno che li abbia etichettati come un album-band, la trasposizione live del loro sound di fattura intimista rifugge dal rischio di rivelarsi piatta e scorre piacevolmente, approvata dalla maggior parte dell\u2019audience presente. La band rivisita parte del suo repertorio ( snobbato il loro lavoro di debutto \u201cTiger Milk\u201c) alternando episodi pi\u00f9 cadenzati ( il soul di \u201cThere\u2019 s Too Much Love&#8221; e di \u201cThe Boy With The Arab Strap\u201c , il pop d\u2019autore di \u201cSeeing Other People\u201c , \u201cLegal Man\u201d dagli accesi toni swingin\u2019\u2026) a malinconiche ballate come \u201cThe Boy Done Wrong Again\u201c , la toccante \u201c You Made Me Forget My Dreams\u201d e \u201cJudy And The Dreams Of Horses&#8221; che profuma di bossa. Lascia leggermente spiazzati la presentazione di un brano che figurer\u00e0 sul prossimo album\/colonna sonora \u201cStoryTelling&#8221;: si tratta di una sorta di flamenco accompagnato da un clap-clap generale..mah. Degno di nota \u00e8 un episodio che vede protagonista una ipotetica giornalista che, salita sul palco, chiede ai maggiori componenti della formazione quale sia il loro genere musicale preferito\u2026il risultato di questo sondaggio? Soul, Pop, Stones e Cool Jazz: non sono forse pi\u00f9 o meno queste le principali influenze di B&amp;S? Viene trovato anche il tempo per eseguire due covers che onorano il background 60&#8217;s della band: il memorabile rhythm \u2018n\u2019 blues strumentale di Booker T &amp; The Mg\u2019s ( \u201cGreen Onions \u201c) e la leggendaria &#8220;(I Can get No) Satisfaction&#8221; cantata da tutti a squarciagola. Il concerto si chiude in grande stile, dopo un\u2019 ora e mezza circa, con un bis di lusso: l\u2019accattivante country di \u201cGet Me Away From\u2026\u201d e il blues campestre di \u201cMe And The Major\u201c. Uniche note dolenti, l\u2019acustica dimessa del locale e qualche stecchetta qua e l\u00e0..ma la delicata atmosfera che si \u00e8 creata in sala compensa questi nei. Uscito dal locale, le lancette dell\u2019orologio segnano quasi la mezza notte: troppo tardi per il palacisalfa..ma sto bene cos\u00ec..posso andare a letto pi\u00f9 che soddisfatto\u2026<\/p>\n<p>(Soul Driver &#8211; Jimmythemod@libero.it)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Serata di grande musica indipendente, \u00e8 quella del 15 aprile in quel di Roma. 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