{"id":769,"date":"2002-10-19T16:28:46","date_gmt":"2002-10-19T14:28:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/?p=769"},"modified":"2009-07-17T16:31:05","modified_gmt":"2009-07-17T14:31:05","slug":"the-vines-live-at-rainbow-milan-191002-intervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/2002\/10\/the-vines-live-at-rainbow-milan-191002-intervista\/","title":{"rendered":"The Vines &#8211; Live At Rainbow, Milan 19\/10\/02 + Intervista"},"content":{"rendered":"<p>Partite dal presupposto che tutto quello che avete letto e sentito sui The Vines sia in realt\u00e0 pi\u00f9 vero di quanto ci si aspetti: Craig Nicholls \u00e8 realmente, esasperatamente una frustrata, indomabile e arrabbiata rock star venuta dall\u2019Australia. E\u2019 antipatico, infantile, insolente, facile ai fuck off e forse perder\u00e0 la voce tra qualche anno se continua a sputarla fuori come un mangiafuoco assassino.<br \/>\nDopo circa una decina di redbull&amp;coke il suo stato palesemente nevrotico ha dato il meglio di s\u00e9 partendo con un Outtathaway tirata come la canterebbe Liam Gallagher. L\u2019aria fredda del Rainbow inizia a scaldarsi, la scenografia del video si ripropone, i presenti si agitano tiepidamente. Nonostante qualche problema al microfono (e gi\u00e0 le ire di Craig danno spettacolo) Autunm shade inizia e il buio del locale si veste di psichedelia.<br \/>\nNon tarda ad arrivare la sensazione che l\u2019organico sul palco pecca in coordinamento; sembrano quattro musicisti ognuno estraneo nei confronti dell\u2019altro: la figura di Craig pare destare un certo imbarazzo, tutt\u2019altro che espressione e voce di un gruppo, Highly evolved risuona sguaiata e senza convinzione.<br \/>\nMelodie impeccabili circondano Homesick, la voce dondola tra la raucedine di Liam e quella di Kurt Cobain; difficile definire le ormai fantomatiche smorfie su quel viso d\u2019angelo. La seriet\u00e0 dei suoi occhi nel suonare la chitarra fa impressione e forse dietro le disapprovazioni generali inizia a provocare un inusuale fascino. Che sia la riuscita rappresentazione di una rockstar costruita a tavolino \u00e8 il sospetto predominante nei volti dei ritrosi e disincantati accorsi al Rainbow forse per noia, forse per biglietti gratis.<br \/>\nDal vivo le note scorrono addirittura meglio del cd, questo \u00e8 inequivocabile; la potenza lascia esterrefatti anche i disgustati dall\u2019arroganza di Craig ai quali fuck off, apatiche groupies replicano tutto il tempo \u201cI wanna fuck your dick\u201d. Mary Jane sono 6 minuti di gorgheggi urlanti con inflessioni alla Sonic youth .<br \/>\nCerco il coinvolgimento e ancora non arriva. Sotto una tale base grunge dove non puoi non agitarti, l\u2019immobilit\u00e0, forse contemplativa, accompagna pi\u00f9 o meno tutti.<br \/>\nFascino della musica? Forse \u00e8 assistere ad un\u2019esibizione contraddittoria, indefinibile e senza continuum proprio come il disco dei Vines, allo stesso tempo pieno di bellezza, di pezzi cos\u00ec riusciti da accontentare sia i fan garage che i romantici sixties.<br \/>\nCos\u00ec dopo la ballad Mary Jane, il rock\u2019n\u2019roll torna a far ondeggiare le teste con una Ain\u2019t no room in pieno stile Supergrass.<br \/>\nGet free arriva tutta d\u2019un fiato come un ciclone e il fare di Craig mette di nuovo punti interrogativi su questi australiani malcapitati alle prese con un cantante psicopatico e sex simbol. Urla con rabbia e ti viene da pensare \u201cse questa \u00e8 musica\u201d o grida di un condannato alla camicia di forza.<br \/>\nUn\u2019accattivante versione slow di Ms Jackson prestata dagli Outkast, fa scendere un\u2019inquieta calma sul palco e Craig ci concede l\u2019unico thank you della serata.<br \/>\nLa tempesta non tarda a scatenarsi con l\u2019ultima inedita Fuck the world (ma guarda un po\u2019): come ogni finto Cobain che si rispetti, la chitarra finisce in mille pezzi su amplificatori, i cavi vengono strappati via come fili di liquirizia, la batteria immolata come un trofeo \u00e8 pronta per il lancio tra il pubblico\u2026 o forse no, ecco che va a scagliarsi con dolcezza sul palco. Craig se ne va toccandosi i capelli indemoniati con maniacale femminilit\u00e0, the show is over anche se \u00e8 troppo presto per andare a casa: lo sfogo s\u2019\u00e8 concluso con un pallonetto tiepido e forse scontato.<br \/>\nNon si esce esaltati come dentro Is this it?, resta il disagio, il senso strano di aver intravisto i Beatles che facevano capolino su Factory, li in quell\u2019ipotetico bosco sulla copertina di Highly evolved , da cui non si riesce a capire se si \u00e8 di fronte a un alba o a un tramonto.<br \/>\nResta il fantasma inquietante e redivivo dei Nirvana, per fortuna solo un miraggio nella mente e nella penna di molti giornalisti in preda a mitismi esagerati. Lo spettro sembra pi\u00f9 quello di rimanere coinvolti da certe asserzioni e lasciarsi prendere da rappresentazioni pirandelliane del personaggio (vero Craig ?)<br \/>\nForse l\u2018impressione, una volta fuori il concerto, \u00e8 stata quella di entrare in un bosco oscuro a tratti soleggiato, completamente soli e non volendo, con in testa l\u2019immagine di un altro anacronistico angelo dalle ali bruciate.<\/p>\n<p>Nonostante la fulminea sparizione dal palco del rainbow di milano, il bassista dei Vines, Patrick Mattews, (di certo pi\u00f9 simpatico e disponibile del suo arrogante lead singer) si \u00e8 intrattenuto in una piccola conversazione\u2026il tutto in assoluta atmosfera cazzeggiona nel backstage animato dai newyorkesi Longwave, band supporto Vines per il tour europeo.<\/p>\n<p><strong>Allora, tutti spariti\u2026sei l\u2019unico nei paraggi\u2026che \u00e8 successo agli altri?<\/strong><br \/>\nB\u00f2\u2026forse gi\u00e0 in pullman\u2026sinceramente dopo ogni show ogni volta non abbiamo nemmeno il tempo di riposarci, stasera si parte all\u2019una per Parigi\u2026e poi Craig stasera ha bevuto una dozzina di redbull&amp;coke, \u00e8 fuori del tutto, come avrai avuto modo di vedere insomma\u2026<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 andato il concerto?<\/strong><br \/>\nNon mi ha soddisfatto molto\u2026l\u2019aria stasera era strana, Craig non stava molto bene, non abbiamo dato il massimo. Insolito anche il pubblico\u2026me li aspettavo molto pi\u00f9 accesi gli italiani, senza offesa naturalmente..alcune serate vanno meglio si sa, in Germania e in Olanda \u00e8 stato entusiasmante.<\/p>\n<p><strong>Non avreste potuto fare musica senza\u2026<\/strong><br \/>\nUhm\u2026Beatles, Nirvana, Beach boys, Kinks, Supergrass\u2026tutti notano una somiglianza coi Nirvana, eppure c\u2019\u00e8 molto pi\u00f9 sound Supergrass in noi\u2026<\/p>\n<p><strong>&#8220;Vines, il futuro della musica rock\u201dsu NME e riviste varie\u2026cosa hai provato?<\/strong><br \/>\nNon ci ho fatto troppo caso\u2026in Inghilterra ci sono band con un potenziale enorme, per non parlare di quelle uscite nell\u2019ultimo anno. Hives, Strokes, BRMC, hanno avuto un successo velocissimo. Tutte sbattute in copertina e inneggiate come superstar.Far parte di un\u2019 hype, \u00e8 una cosa a cui \u00e8 meglio non dare troppo ascolto\u2026o diventerebbe un\u2019ossessione! E io e Craig siamo gi\u00e0 abbastanza ambiziosi\u2026<\/p>\n<p><strong>Cosa ti piace e cosa non del successo?<\/strong><br \/>\nSono un tipo molto timido..quando la gente mi chiede autografi o si avvicina divento ancora pi\u00f9 timido. Ma \u00e8 il mio carattere, logicamente mi fa piacere\u2026 il successo non necessariamente equivale a ricchezza e diverso trattamento\u2026il nostro scopo \u00e8 fare dischi e venderli. Far parte di una grande label ti aiuta proprio a questo. Ambizione prettamente musicale la mia\u2026<\/p>\n<p><strong>Spero di non averti intimidito troppo&#8230;ti lascio andare via, buon viaggio&#8230;<\/strong><br \/>\nOh, \u00e8 stato un piacere\u2026 non mi pare di essere diventato rosso\u2026oddio forse un po\u2019, ma una ragazza che \u201dintervista\u201d \u00e8 sempre cooollll&#8230;<br \/>\nA.D.L (Star.sally@libero.it)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Partite dal presupposto che tutto quello che avete letto e sentito sui The Vines sia in realt\u00e0 pi\u00f9 vero di quanto ci si aspetti: Craig Nicholls \u00e8 realmente, esasperatamente una frustrata, indomabile e arrabbiata rock star venuta dall\u2019Australia. 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