{"id":749,"date":"2005-09-28T16:10:51","date_gmt":"2005-09-28T14:10:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/?p=749"},"modified":"2009-07-17T16:11:52","modified_gmt":"2009-07-17T14:11:52","slug":"the-raveonettes-%e2%80%93-280905-live-circolo-degli-artisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/2005\/09\/the-raveonettes-%e2%80%93-280905-live-circolo-degli-artisti\/","title":{"rendered":"The Raveonettes \u2013 28\/09\/05 Live @ Circolo degli Artisti"},"content":{"rendered":"<p>Un martello pneumatico \u00e8 la mia sveglia. Non sto scherzando, la mattina puntualmente alle 8:00 incomincia l\u2019opera e contemporaneamente il mio travaglio, se s\u2019aggiunge poi un concerto la notte precedente il quadro \u00e8 completo: un iper mal di testa. Il duo danese dei Raveonettes ha proprio la faccia da bravi ragazzi, ma sopra il palco ci danno dentro alla grande innalzando un muro di suono sonico e altamente distorto, un vero e proprio frastuono fuzz. I due (Sun Rose Wagner e l\u2019inseparabile compagna, Sharin Foo) hanno completamente capovolto il registro caratteristico dei precedenti album, da un suono minimale hanno fatto inversione di marcia prediligendo un sound omogeneo, caotico e pletorico. Il circolo \u00e8 al completo e il pubblico freme in attesa della band della serata. Aprono il giro di danze i \u201cMontecristo\u201d, gruppo composto da quattro romani che ha proposto un punk\u2019n\u2019roll insipido, insomma niente di speciale. Appena 15\/20 minuti d\u2019esibizione per poi lasciare spazio alla preparazione del palco per i danesi. Quasi un\u2019ora di spostamenti e disposizioni, avanti e indietro da parte di un tecnico della band che pareva avere otto braccia. Tra la folla ha incominciato ha vociferare la voce che stesse per esplodere dalla fatica, ma ovviamente questo non \u00e8 accaduto e abbiamo scampato il pericolo. \u00c8 da sottolineare un\u2019 attesa spasmodica, veramente interminabile. Dopo aver ascoltato per lo meno due dischi che cercavano d\u2019assopire la noia, ecco che si decidono ad entrare, lui con camicia bianca e cravattino, pallido e magro, lei in mise nera, tipico angelo nordico. Sono in cinque sul palco e partono subito passando in rassegna i vari pezzi dei tre album sino ad oggi pubblicati, \u201cWhip it on\u201d, \u201cChain gang of love\u201d e l\u2019ultimo e pi\u00f9 fortunato \u201cPretty in black\u201d. La band fa saltare e dimenare tutti tra il pubblico scegliendo sonorit\u00e0 differenti da quelle delle origini, un suono completo che ha abbandonato il rigido sistema \u201cthree chords, three minutes song\u201d a favore invece di pezzi meno ripetitivi e con svariate tonalit\u00e0. Intendiamoci, nulla di sorprendente sul palco, i cinque si muovono bene, ma con troppa regolarit\u00e0, come se tutto fosse studiato in partenza. Durante il live il singolo \u201clove in a trashcan\u201d e \u201cattack of ghost riders\u201d hanno scosso gli spettatori che tra l\u2019altro non si sono scordati di porgere i complimenti, molto tradizionalmente, alla bellissima vichinga che ha ringraziato a suo modo: \u201cA\u2019 bona!\u201d, \u201cWhat fuck you say?!\u201d. I Raveonettes hanno svolto il loro lavoro con precisione, senza concedersi sbavature. Il pubblico non \u00e8 rimasto deluso sino a quando non si \u00e8 reso conto che il bis non sarebbe stato concesso e che la serata era definitivamente conclusa, era insomma giunta l\u2019ora di chiudere la bottega. Eh s\u00ec, Paganini non ripete. Strana gente \u2018sti nordici\u2026<\/p>\n<p>(Tommaso Floris)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un martello pneumatico \u00e8 la mia sveglia. 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