{"id":6427,"date":"2017-05-25T16:36:40","date_gmt":"2017-05-25T14:36:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/?p=6427"},"modified":"2017-05-28T00:15:01","modified_gmt":"2017-05-27T22:15:01","slug":"flaming-lips-alcatraz-milano-30012017","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/2017\/05\/flaming-lips-alcatraz-milano-30012017\/","title":{"rendered":"Flaming Lips @Alcatraz, Milano &#8211; 30\/01\/2017"},"content":{"rendered":"<p>\u201cAttenzione, questa sera saranno usate luci stroboscopiche\u201d. Un grosso cartello sul vetro della biglietteria dell\u2019Alcatraz di Milano avverte. O forse promette. Chi conosce i Flaming Lips \u2013 chi spende 30,80 euro per andare al loro concerto \u2013 ha gi\u00e0 un\u2019idea dello show che metter\u00e0 in scena la band di Oklahoma City. E, s\u00ec, le luci stroboscopiche sono una parte fondamentale&#8230;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6430\" src=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/20170130_225526_HDR-2.jpg\" alt=\"Wayne Coyne in da ball\" width=\"3840\" height=\"2160\" srcset=\"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/20170130_225526_HDR-2.jpg 3840w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/20170130_225526_HDR-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/20170130_225526_HDR-2-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/20170130_225526_HDR-2-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 3840px) 100vw, 3840px\" \/><\/p>\n<p>Psichedelia da manuale. Nella puntualissima Milano, la sala \u00e8 gi\u00e0 piena all\u2019orario di inizio previsto, e la band non si fa aspettare. Wayne Coyne, in abito grigio e cravattino rosa a pois neri, elegante \u00e0 la Vivienne Westwood, appare eccitato di cominciare. Saltella con le sue eccentriche scarpe verdi sul palco molto ben illuminato, fra due grossi funghi rossi posti ai due lati come a delimitarne l\u2019ampiezza. Piovono coriandoli e gocce luminose che da porpora sfumano al celeste. Esplode una psichedelia festosa.<br \/>\nRace for the price. L\u2019apertura \u00e8 piuttosto ovvia, la prima traccia del fortunato Soft Bulletin sembra pensata e arrangiata per la nobile arte scenica dell\u2019icebreaking. Suona il gong e sei subito nel loro mondo. L\u2019esecuzione strumentale \u00e8 pulita e intensa, la voce un po\u2019 bassa. Il front man bada molto pi\u00f9 all\u2019esibizione fisica sul palcoscenico che all\u2019esecuzione vocale, tra un cambio d\u2019abito e l\u2019altro, tra un cambio scenico e l\u2019altro, e le continue incursioni di improbabili performer vestiti con ingombranti costumi. C\u2019\u00e8 anche un Santa Claus in prima fila in platea.Nota di gossip: oltre al Babbo Natale, anche molti musicisti della scena indie lombarda e non presenti, da Bianconi (Baustelle) ad Alberto Ferrari (Verdena) e Federico Dragogna (Ministri). Possiamo affermare senza timore di smentita che i Flaming Lips ancora oggi sono una delle band pi\u00f9 influenti, per la psichedelia pi\u00f9 mainstream (vedi Kevin Parker) e gi\u00f9 fino all\u2019underground.<br \/>\nPerformance musicali nel complesso buone ma non impeccabili, ma ogni pezzo \u00e8 una messa in scena spettacolare. 4 su 16 provengono dall\u2019appena pubblicato Oczy Mlody. Soltanto un quarto&#8230; How?? \u00e8 di grande impatto, emozionante e mind worming; Sunrise mostra chiaramente quanto il sound di questo album non si discosti molto dai precedenti. Memorabile la performance su There Should Be Unicorns, con Coyne in sella ad un unicorno meccanico che percorre interamente la platea fra l\u2019incredulit\u00e0 degli spettatori che agitano prontamente gli smartphone davanti al proprio viso nel tentativo di immortalare la scena, mentre la security era impegnata a spingere con garbo la folla per fare spazio all\u2019avanzata del fiabesco metallico animale. Abbiamo provato a documentare anche noi con un risultato eccellentemente eloquentemente astrattista (vedi foto).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6429\" src=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/20170130_222135_HDR.jpg\" alt=\"Psico Flaming Lips\" width=\"5312\" height=\"2988\" srcset=\"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/20170130_222135_HDR.jpg 5312w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/20170130_222135_HDR-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/20170130_222135_HDR-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/20170130_222135_HDR-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 5312px) 100vw, 5312px\" \/><br \/>\nMa il culmine della gioia spettatoriale \u00e8 stato raggiunto quando finalmente Coyne si \u00e8 infilato nella ormai nota bolla di plastica per la loro celebre cover di Space Oddity. Abbiamo ascoltato molte storie su questa performance. Un crowd surfing \u201cepic and hilarius\u201d, per citare l\u2019utente lisapunky di youtube che gi\u00e0 nel lontano 2009 uploadava a beneficio della community. Vederlo rotalare dal vivo devo riconoscere che d\u00e0 un certo gusto.<br \/>\nIl bis \u00e8 affidato a Waitin\u2019 for a Superman e la sempre emozionate Do You Realize??, altra prevedibile (e ottima) scelta per la chiusura, a met\u00e0 fra il guastare l\u2019edonismo lisergico, in maniera non esiziale, e l\u2019elevare lo show verso l\u2019autoriflessione esistenziale.<br \/>\nMi sono divertito. Se non li avete mai visti dal vivo, fatelo. Se li avete gi\u00e0 visti, non credo che andare una seconda volta aggiunger\u00e0 qualcosa in termini di esperienza, ma \u00e8 comunque divertente. Per quanto mi riguarda: una cosa divertente che non far\u00f2 mai pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Alberto Sartore<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAttenzione, questa sera saranno usate luci stroboscopiche\u201d. Un grosso cartello sul vetro della biglietteria dell\u2019Alcatraz di Milano avverte. O forse promette. Chi conosce i Flaming Lips \u2013 chi spende 30,80 euro per andare al loro concerto \u2013 ha gi\u00e0 un\u2019idea dello show che metter\u00e0 in scena la band di Oklahoma City. 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