{"id":54,"date":"2009-06-15T15:15:48","date_gmt":"2009-06-15T13:15:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/?p=54"},"modified":"2019-04-04T14:48:51","modified_gmt":"2019-04-04T12:48:51","slug":"intervista-a-el-topo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/2009\/06\/intervista-a-el-topo\/","title":{"rendered":"Intervista a El Topo"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-56\" title=\"el_topo_int1\" src=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2009\/06\/el_topo_int1.jpg\" alt=\"el_topo_int1\" width=\"252\" height=\"224\" \/>\u201c<em>Adriano Lanzi e Omar Sodano, strumentisti, stilisti del suono, artisti con la patente, filano pazientemente tessuti post, dilaniando la propria concezione d\u2019arte e rendendola manipolabile alle collaborazioni strumentali pi\u00f9 eterogenee. L\u2019ensemble traccia una rotta avant, mescolando le atmosfere cupe del dub a passaggi solari di exotica sixties, il tutto eseguito con la pura maestria standard Jazz<\/em>\u201d. Cos\u00ec sul numero 31 di BF si esprimeva il buon Tum e le sue parole ci hanno incuriosito e stimolato al punto di voler approfondire la conoscenza del progetto <strong>El Topo<\/strong>.<\/p>\n<p>Di seguito l\u2019intervista avuta con Adriano Lanzi.<\/p>\n<p><strong>Brevemente, ti va di raccontarci la storia del progetto El Topo?<\/strong><br \/>\nEl Topo \u00e8 una deriva, una specie di germinazione del duo che costituimmo Omar Sodano ed io anni fa (tra l\u2019altro pubblicando un album su Klangbad, etichetta tedesca gestita dal tastierista dei Faust) e allo stesso tempo e il superamento di quel duo, per assecondare tutta la voglia di jazzrock e di ricchezza timbrica, di pienezza quasi orchestrale, che senza l\u2019apporto dei nuovi membri Andrea Biondi (vibrafono e percussioni) e Francesco Mendolia (batteria) non sarebbe stata possibile. Abbiamo trovato l\u2019etichetta discografica pi\u00f9 interessante, tra quelle a loro volta interessate a noi, nella belga OFF che ha stampato il nostro \u201cPigiama Psicoattivo\u201d, tramite myspace, che a mio parere resta, nella babele grottesca del \u201csocial networking\u201d virtuale, ancora la piattaforma pi\u00f9 efficace per i musicisti.<\/p>\n<p><strong>La vostra musica unisce rock, jazz, elettronica\u2026 le definizioni e le etichettature si sono sprecate\u2026 immagino che soprattutto per voi non abbia poi cos\u00ec importanza\u2026 ma se doveste usare parole e non note per esprimervi quali usereste?<br \/>\n<\/strong>Per esperienza, ti dico che sono l\u2019ultima persona a cui chiedere di definire la mia musica. E\u2019 vero che facciamo una musica strumentale che integra un arco di influenze molto ampio, cose molto diverse, elettronica, psichedelia, minimalismo. Per\u00f2 rockjazz ci pu\u00f2 stare. Anche postrock, sebbene sia un\u2019etichetta che detesto perch\u00e9 credo che non rappresenti nulla di preciso\u2026<\/p>\n<p><strong>Quanto c\u2019\u00e8 di sperimentazione e improvvisazione nelle vostre canzoni?<br \/>\n<\/strong>C\u2019\u00e8 abbastanza di entrambi gli elementi. Componendo tendiamo sempre a lasciare il giusto spazio al momento improvvisativo, sia in studio che sul palco. Per\u00f2 facciamo del nostro meglio perch\u00e9\u00a0 \u201csperimentazione\u201d non coincida con un fardello, con un peso e una difficolt\u00e0 per l\u2019ascolto. Molte volte si associa al termine sperimentazione il significato di \u201castrusit\u00e0\u201d; per noi significa semplicemente cercare qualche soluzione inedita, magari sfumata in un dettaglio dell\u2019arrangiamento o della produzione, senza dimenticare la fruibilit\u00e0. Con questo non vorrei dare l\u2019impressione che la nostra musica sia una sorta di easy listening per musicofili, tutt\u2019altro, ma non \u00e8 nemmeno ascrivibile ai tanti parti in serie di musica scolasticamente indigesta e \u201csofferta\u201d, o difficile per partito preso,\u00a0 che viene \u2013 secondo me con una certa leggerezza \u2013 etichettata \u201cexperimental\u201d.<\/p>\n<p><strong>Pensi che prima o poi inserirete dei testi all\u2019interno delle vostre composizioni?<\/strong><br \/>\nIo direi\u2026 perch\u00e9 no? Solo che non \u00e8 semplicissimo,va pensata con attenzione. Chi ha sempre scritto musica strumentale non si improvvisa songwriter dall\u2019oggi al domani. Per\u00f2 si possono trovare vari escamotage per avvicinarsi al mondo della canzone, e in generale, alla parola. Vedremo.<\/p>\n<p><strong>I vostri spettacoli dal vivo, all\u2019elemento sonoro uniscono quello visivo. Com\u2019\u00e8 nato e come intendete continuare a sviluppare il sodalizio coi videoartisti Neumax?<br \/>\n<\/strong>Nel modo pi\u00f9 naturale possibile, mi auguro. Neumax sono tre teste molto eclettiche, ciascuno di loro ha una sensibilit\u00e0 per l\u2019immagine diversa, un po\u2019 come il rapporto con il suono \u00e8 diverso per ciascun membro di El Topo. La collaborazione \u00e8 nata un po\u2019 perch\u00e9 molti ci riconoscevano una qualit\u00e0 \u201ccinematica\u201d, un po\u2019 visionaria della nostra musica,, un po\u2019 perch\u00e9 proponendo musica strumentale e non canzone, come dicevamo, la videoproiezione \u00e8 un elemento di spettacolo in pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i dischi che ti hanno spinto verso questo tipo di approccio sonoro?<\/strong><br \/>\nPersonalmente potrei dirti di molti dischi krautrock, i Faust, i Can, molto jazzrock inglese anni \u201970 (dai Nucleus ai Soft Machine) certa No Wave (i primissimi Lounge Lizards per esempio\u2026), poi di alcuni dischi di musica etnica, africana soprattutto, scampoli di musica contemporanea, senza esagerare; ho sempre cercato di ascoltare di tutto. Ma tutti i membri di El Topo hanno gusti molto eclettici, e ascolti diversi alle spalle. Fissarsi su un settore \u00e8 la morte.<\/p>\n<p><strong>Qualche lavoro e\/o gruppo che vorresti segnalare ai lettori di Beautiful Freaks?<br \/>\n<\/strong>In questi mesi, nonostante quello che ti ho appena detto, sto ascoltando poca musica altrui, sono molto concentrato su El Topo e sulla musica mia quindi mi manca il tempo. Per\u00f2 tra i dichi usciti da un anno a questa parte, per l\u2019Italia mi piacciono l\u2019ultimo lavoro di Giovanni Sollima (We were trees), poi La Padrona del Giardino di Carlo Muratori, un cantautore siciliano particolare e intelligentissimo, e mi ha conquistato il lavoro che ha fatto il buon vecchio Eugenio Finardi sui pezzi del russo Vladimir Vissotsky.<\/p>\n<p><strong>Progetti per il futuro?<\/strong><br \/>\nE\u2019 un momento di grande fermento, arriveranno delle novit\u00e0 ma per il momento preferisco non dirti nulla. Restate sintonizzati\u2026<br \/>\n(a.p.)<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9: <a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/eltopogroup\">www.myspace.com\/eltopogroup<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.kickagency.com\">www.kickagency.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAdriano Lanzi e Omar Sodano, strumentisti, stilisti del suono, artisti con la patente, filano pazientemente tessuti post, dilaniando la propria concezione d\u2019arte e rendendola manipolabile alle collaborazioni strumentali pi\u00f9 eterogenee. 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