{"id":5350,"date":"2013-11-25T23:13:00","date_gmt":"2013-11-25T22:13:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/?p=5350"},"modified":"2019-11-26T19:57:50","modified_gmt":"2019-11-26T18:57:50","slug":"intervista-agli-hobocombo-forte-fanfulla-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/2013\/11\/intervista-agli-hobocombo-forte-fanfulla-roma\/","title":{"rendered":"Intervista agli Hobocombo, Forte Fanfulla, Roma"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/hobocomb.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/hobocomb.jpg\" alt=\"hobocomb\" class=\"alignleft size-full wp-image-5352\" width=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/hobocomb.jpg 851w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/hobocomb-300x111.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 851px) 100vw, 851px\" \/><\/a>Forte Fanfulla, Roma. Suonano gli Hobocombo, band nata nel 2010 come tributo a Moondog. Il nuovo album, Moondog Mask, \u00e8 appena uscito, e nel concerto il trio propone i nuovi brani. La sala non \u00e8 gremita, come molto spesso accade per artisti underground, indipendentemente dalla qualit\u00e0 della loro proposta. Luci basse, puff cubici rossi in prima fila, a sinistra il bancone del bar. Fra il silenzio assorto dei presenti, synth scorrono a fiotti sopra la solida struttura ritmica.<br \/>\nAl termine del concerto abbiamo intercettato Rocco Marchi (Mariposa &#8211; electric guitar, korg ms-10, voice) e Francesca Baccolini (double bass) e abbiamo posto loro alcune domande. Da qui <!--more-->nasce questa intervista. Nel testo non troverete la distinzione su chi ha detto cosa, si \u00e8 preso un po&#8217; da uno e un po&#8217; dall&#8217;altro; le risposte sono state sintetizzate in una macro-risposta complessiva Hobocombo. Un procedimento che tra le altre cose rimanda a un tema affrontato nell&#8217;intervista\/dibattito, ma non vogliamo anticiparvi nulla, evitiamo didascalie. A voi l&#8217;intervista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>GLI HOBOCOMBO NASCONO COME TRIBUTO A MOONDOG, COSA VI HA AFFASCINATO DI QUESTO IMPORTANTE MUSICISTA E COME \u00c8 NATA LA VOSTRA SCELTA?<\/strong><br \/>\nIl trio si \u00e8 formato a Verona. Eravamo tutti al Festival Verona Risuona, che si tiene per le strade della citt\u00e0. Ci siamo incontrati e abbiamo pensato di fare un progetto insieme. \u00c8 nato tutto in modo estemporaneo. La dimensione della strada ci ha portato a pensare al musicista di strada per eccellenza, Moondog. Abbiamo riascoltato i suoi brani e li abbiamo rielaborati. Il risultato ci \u00e8 piaciuto un casino, cos\u00ec abbiamo poi deciso di registrare anche un disco, Now that it\u2019s the opposite, it\u2019s twice upon a time. Il tutto \u00e8 stato fatto nel giro di poche settimane.<br \/>\nIl nome Hobocombo deriva da Be a Hobo, uno dei primi brani che abbiamo rifatto. Combo perch\u00e9 siamo un trio jazz, nonostante mettiamo miriadi di synth\u2026<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/hobocombo.jpeg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/hobocombo.jpeg\" alt=\"hobocombo\" class=\"alignleft size-full wp-image-5353\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/hobocombo.jpeg 225w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/hobocombo-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><strong>PER QUESTO NUOVO DISCO VI SIETE CONCESSI PIU&#8217; TEMPO?<\/strong><br \/>\nAbbiamo lavorato per un anno a Moondog Mask, poi abbiamo registrato le tracce a Berlino. Siamo partiti con la Focus portandoci tutta la strumentazione per registrare. L&#8217;album \u00e8 gi\u00e0 uscito in Italia e il 31 di gennaio sar\u00e0 distribuito in Europa dalla Broken Silence di Amburgo e in vinile da Tannen Records.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ALBUM \u00c8 STATO SIN DALL&#8217;INIZIO CONCEPITO PER VINILE? LA BIPARTIZIONE IN LATO A E LATO B SUGGERISCE QUESTA IPOTESI&#8230;<\/strong><br \/>\nAbbiamo subito notato che il nostro album avrebbe presentato due facciate. Met\u00e0 dei nostri brani sono composti da noi, il resto sono cover di Moondog, pi\u00f9 un pezzo di Wyatt.<\/p>\n<p><strong>COME MAI UN BRANO DI ROBERT WYATT? QUAL \u00c8 L&#8217;ATTINENZA CON MOONDOG E CON IL VOSTRO CONCEPT?<\/strong><br \/>\nL&#8217;intuizione originaria non fu nostra. Eravamo in trasmissione su <a href=\"http:\/\/www.radiocittafujiko.it\/\">Radio Citt\u00e0 Fujiko<\/a> e lo speaker, Pierantonio Pezzinga, mise in relazione la nostra musica a quella di Wyatt. Il suo programma radiofonico \u00e8 legato al Rock in Opposition, cos\u00ec in quel momento si stavano mettendo insieme due ambiti musicali diversi: il free-jazz e il rock sperimentale elettro-acustico. Si comprendeva anche gente in fissa con i Gong o Hugh Hopper, gente che non avrebbe mai ascoltato un sassofono\u2026 L&#8217;accostamento ci convinse, cos\u00ec abbiamo inserito una rielaborazione di un brano di Wyatt nel nuovo album.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Schermata-2013-11-25-a-23.10.58.png\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Schermata-2013-11-25-a-23.10.58-300x234.png\" alt=\"hobocombo\" class=\"alignright size-medium wp-image-5355\" width=\"300\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Schermata-2013-11-25-a-23.10.58-300x234.png 300w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Schermata-2013-11-25-a-23.10.58.png 909w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>CON L&#8217;ALBUM AVETE PRESENTATO ANCHE UNA GUIDA ALL&#8217;ASCOLTO, UN&#8217;AUDIOGUIDA SU SPOTIFY (&#8220;A GUIDE TO THE MAGNETIC SOUND&#8221;). PERCH\u00c8 QUESTA DECISIONE, SONO INFORMAZIONI NECESSARIE A CHI ASCOLTA PER APPREZZARE APPIENO IL CONTENUTO MUSICALE DELL&#8217;ALBUM?<\/strong><br \/>\n\u00c8 bello raccontare da dove traiamo ispirazione, anche con aneddoti\u2026 Ma sulla guida all&#8217;ascolto mi sono posto dei dubbi in questi giorni. Ci sono cose talmente belle che basta guardarle per costruirti tutto il tuo mondo, ma altre volte \u00e8 anche bello avere racconti dettagliati su quelle cose, interessanti, ricche di particolari. Faccio un esempio. Sono andato a vedere il Pergamon Museum a Berlino. Bellissimo. Ad un certo punto, non so perch\u00e9, abbiamo deciso di prendere l&#8217;audioguida\u2026. un&#8217;audioguida! Un concetto biasimevole, roba per i vecchietti\u2026 ma era molto ben fatta, spiegava un casino di cose e mi sono divertito tantissimo. D&#8217;altra parte per\u00f2 mi ricordo della prima volta che andai a vedere l&#8217;Annunciazione del Beato Angelico, pensai subito &#8220;O porca..&#8221;. Ma la stessa estasi estetica la ebbi quando mi raccontarono che l&#8217;Orinatoio di Duchamp era firmato R. Mutt, il designer di quel modello di orinatoio. Ho provato in quel momento lo stesso brivido di quando fui davanti al Beato Angelico\u2026 L&#8217;arte, la musica, serve a far succedere delle cose, e a volte le cose succedono quando guardi semplicemente un&#8217;opera, altre volte quando ti raccontano, ti danno informazioni. Le nostre parole relative ai brani, la nostra guida, sono il nostro racconto del lavoro, \u00e8 un po&#8217; un nostro sfogo. Ora come ora, mi verrebbe voglia di non dire niente&#8230;<br \/>\nPosso raccontare un&#8217;altra storia? No, non ve la racconto, la dico a qualcun altro in radio&#8230;<\/p>\n<p><strong>RACCONTACI&#8230;<\/strong><br \/>\nTempo fa ho letto l&#8217;autobiografia di Ballard, lo scrittore diciamo di fantascienza. La sua infanzia ha una parte enorme nel suo racconto, la sua giovent\u00f9 a Shanghai negli anni &#8217;30, poi la guerra. L\u00ec c&#8217;erano le Buick americane, i vestiti parigini, le spezie, i contadini tumulati sul bordo delle risaie. Doveva essere una roba spaziale questa ricchezza di stimoli per un bambino, sentire insieme il profumo del curry e di Chanel! Poi torna a Londra e trova la citt\u00e0 bombardata, depressa. Ballard si era appassionato alle avanguardie, al surrealismo in particolare. And\u00f2 alla National Gallery, mille quadri da tutte le parti, come si usava a quei tempi. Guardava Tiziano, Raffaello, e si innamorava di ogni dettaglio cercando il surrealismo, faceva dei suoi percorsi personali, di immaginazione, costruiva un mondo simbolico. Un&#8217;esperienza di visione meravigliosa. Ecco, se ti abbandoni a quello che stai vedendo o ascoltando vedrai che delle cose ce le trovi.<\/p>\n<p><strong>ECCO, MA AL DI LA&#8217; DELLE ESPERIENZE D&#8217;ASCOLTO CHE OGNUNO PUO&#8217; FARE, L&#8217;AVER INSERITO UNA GUIDA ALL&#8217;ASCOLTO SUGGERISCE CHE CI SIA UN SENSO ALTRO DA COGLIERE NEI BRANI, UNA MAGGIORE COMPLESSITA&#8217;. LA VOSTRA \u00c8 UNA MUSICA PIU&#8217; ISTINTIVA O CONCETTUALE?<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 questo l&#8217;intento, abbiamo realizzato la guida pi\u00f9 per liberarci\u2026 Siamo certo artisti consapevoli. Non facciamo passeggiate lungo il mare aspettando l&#8217;ispirazione. Questa roba \u00e8 una frottola romantica che non capita a nessuno, un mito di cui ancora oggi non riusciamo a liberarci. Ma c&#8217;\u00e8 stato anche un periodo pesante in cui tutto il processo era soltanto il processo e anche di questo ancora ci sono le tracce\u2026 adesso abbiamo sia il mito dell&#8217;artista romantico che crea cose speciali che solo la sua sensibilit\u00e0 pu\u00f2 produrre e sia tutta un&#8217;arte contemporanea legata al processo, al racconto di come ha fatto le cose. Ci sono molte residenze in cui gli artisti sono chiamati e pagati per restituire il processo artistico. Consapevoli sono tutti gli artisti, con diversi gradi di verbalit\u00e0 a supporto delle proprie creazioni.<br \/>\nNoi non siamo degli artisti concettuali, credo, onestamente. Ci interroghiamo sulle cose che sono intorno a noi e su quello che facciamo e mettiamo tutto in relazione, ma alla fine la sintesi \u00e8 fatta comunque di intuizioni. Questo disco \u00e8 fatto molto di accostamenti di cose molto distanti fra loro, che messe insieme producono altro che non esisteva prima. Questo pu\u00f2 essere un processo creativo. Noi abbiamo raccontato come ci \u00e8 venuto in mente di prendere i vari elementi.<\/p>\n<p><strong>UN PASTICHE POST-MODERNO?<\/strong><br \/>\nLa prima traccia del nostro disco, &#8220;Theme and Variations&#8221; \u00e8 una commistione fra Moondog e le launeddas sarde registrate nel 1967 e raccolte in un&#8217;antologia curata da Roberto Leydi, etnomusicologo straordinario a cui dobbiamo tanto per la conservazione della cultura popolare. Le launeddas sarde dialogano benissimo con i nostri sintetizzatori, creando un cortocircuito, un processo diverso rispetto alla scrittura semplice di composizione del brano melodia-strofa-ritornello. Non \u00e8 post-moderno. Questo \u00e8 un ready-made, puro. Prendi due elementi, li accosti\u2026 fatto! Non \u00e8 post-moderno. Certo potremmo parlarne e dimostrare sia che si tratti di post-moderno, sia che derivi da Duchamp, Le Grand Verre, ecc&#8230; ma in fin dei conti il procedimento \u00e8 ready-made: prendi una cosa, decontestualizzi e la metti l\u00ec, fatto, finito! Mi sta un po&#8217; stretto post-moderno. Non c&#8217;\u00e8 bisogno di una lunga spiegazione per ascoltare i nostri brani, speriamo sia divertente per qualcuno. Non \u00e8 concettuale, non \u00e8 altrimenti indecifrabile. Quello che si manifesta \u00e8 accessibile.<\/p>\n<p><strong>PASSIAMO A UN TEMA CHE CI STA MOLTO A CUORE IN QUESTO PERIODO. COM&#8217;\u00c8 IN QUESTO MOMENTO FARE MUSICA IN ITALIA PER BAND INDIPENDENTI E COME INFLUISCE IL WEB?<\/strong><br \/>\n\u00c8 una fatica lavorare in italia. I musicisti indipendenti fanno grandi sforzi, ma il web non c&#8217;entra con questo, sono la crisi economica e il cambiamento sociale. Facebook serve tanto per la promozione, facciamo post tutti i giorni, mettiamo brani, diciamo qualcosa\u2026 Le trasmissioni live alla Radio funzionano ancora bene, sono divertenti ma forse non servono a nulla. Le web radio invece fanno un po&#8217; pi\u00f9 fatica.<br \/>\nI media oggi sono accessibili in mille maniere secondo percorsi personalizzati. Sul web ci sono proposte targetizzate che in futuro funzioneranno sempre meglio. Sulle radio generaliste ascolti musica di merda per un&#8217;ora sperando di beccare qualcosa di decente, che arrivi un pezzo che ti possa piacere. La direzione di qualunque medium, dalla webzine al giornale stampato, sar\u00e0 orientata al web, ma bisogna aggiungerci la qualit\u00e0 di chi fa la selezione. L&#8217;ascoltatore non va lasciato solo ma incuriosito, e cos\u00ec superare Spotify o Deezer nella proposta di cose che siano interessanti. Bisogna avere una linea editoriale\u2026 e questo tra l&#8217;altro ritorna su quello che dicevamo in precedenza sul raccontare le cose, l&#8217;audioguida e il resto\u2026 Una selezione e un commento intelligente pu\u00f2 appassionare le persone. Vale lo stesso per le etichette, le persone devono poter affidarsi alla loro selezione come avveniva una volta. Per questo siamo orgogliosi di uscire con Trovarobato.<\/p>\n<p><strong>E INVECE SUL FRONTE LIVE, COME STA CAMBIANDO LA SITUAZIONE MUSICALE IN ITALIA?<\/strong><br \/>\nNegli ultimi dieci anni il pubblico \u00e8 diminuito sensibilmente per un cambiamento culturale. Si dedica sempre meno tempo a se stessi, e per dedicarsi all&#8217;ascolto della musica ci vuole tempo. \u00c8 diminuito il tempo che si mette a disposizione per svolgere attivit\u00e0 culturali e sociali, per stimolare le proprie energie mentali. I meccanismi che creano socialit\u00e0 si sono fermati.<br \/>\nLa questione economica. poi, \u00e8 molto rilevante. I soldi pubblici dall&#8217;Arci e dalle Feste di partito non arrivano pi\u00f9 come negli anni &#8217;90. Questo ha segato le gambe. \u00c8 un lungo processo iniziato negli anni &#8217;70 per aggravarsi ai 2000. Ora siamo disperati. I pr sono disperati per il prezzo dei concerti, ma per sfumature oggettivamente molto basse: 2 3 o 5 euro. Le cifre si abbassano perch\u00e9 il pubblico non \u00e8 disposto a spendere per ascoltare una band indipendente e poi ne spende 8 per un negroni o 5 per una birra scadente.<br \/>\nAl musicista non arrivano abbastanza soldi e spesso non gli \u00e8 consentito ammortizzare i costi del viaggio: i promoter a volte pretendono la clausola che la band non suoni nel raggio di 100 km e questo riduce le possibilit\u00e0. Bologna-Messina in macchina, non in furgone, sono 350-400 euro. Devi lavorare due giorni o tre per recuperare. Questa \u00e8 la situazione attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align:right\">A.M.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forte Fanfulla, Roma. Suonano gli Hobocombo, band nata nel 2010 come tributo a Moondog. Il nuovo album, Moondog Mask, \u00e8 appena uscito, e nel concerto il trio propone i nuovi brani. La sala non \u00e8 gremita, come molto spesso accade per artisti underground, indipendentemente dalla qualit\u00e0 della loro proposta. 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