{"id":4686,"date":"2013-05-21T17:50:35","date_gmt":"2013-05-21T16:50:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/?p=4686"},"modified":"2013-05-26T22:13:45","modified_gmt":"2013-05-26T21:13:45","slug":"petrina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/2013\/05\/petrina\/","title":{"rendered":"Petrina"},"content":{"rendered":"<h2>PETRINA<\/h2>\n<p><em>Ala Bianca Group, 2013<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/petrina_cover_def.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4687\" title=\"Stampa\" src=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/petrina_cover_def-300x269.jpg\" alt=\"Stampa\" width=\"300\" height=\"269\" srcset=\"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/petrina_cover_def-300x269.jpg 300w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/petrina_cover_def-1024x920.jpg 1024w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/petrina_cover_def.jpg 1650w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dopo quattro anni dal precedente e autoprodotto <em>In doma<\/em>, esce il nuovo lavoro della padovana <strong>Debora Petrina<\/strong>. Intitolata semplicemente <em>Petrina<\/em>, questa \u00e8 un&#8217;opera ambiziosa che conferma il talento dell&#8217;autrice, non solo come pianista e cantante, ma come compositrice in grado di cimentarsi con generi e stili diversi: dall&#8217;elettronica al pop, dal funky al jazz. Non \u00e8 un caso che l&#8217;album vanti ospiti internazionali come <strong>Jherek Bischoff<\/strong> (collaboratore di gruppi come <strong>Xiu Xiu<\/strong>, <strong>Parenthetical Girls<\/strong>), <strong>John Parish<\/strong> e <strong>David Byrne<\/strong>. Gli arrangiamenti e le partiture, che prevedono la presenza di archi e fiati (violino, violoncello, sassofono, tromba, clarinetto) oltre a chitarre, batterie, basso, tastiere elettroniche, synth e l&#8217;immancabile pianoforte, sono ricchi e variegati, rendendo l&#8217;ascolto non cos\u00ec immediato anche nei pezzi pi\u00f9 leggeri e apparentemente orecchiabili (<em>Denti<\/em>, <em>Vita da cani per esempio<\/em>). Ma \u00e8 in pezzi come <em>Niente dei ricci<\/em>, surreale e martellante, con un testo in italiano tra il non sense e il diaristico, e <em>Little Fish from the Sky<\/em>, unico pezzo strumentale dell&#8217;intero lavoro, per pianoforte e potenti inserti drum&#8217;n&#8217;bass, che l&#8217;autrice mostra tutte le sue notevoli doti artistiche. Nel complesso l&#8217;album appare sorprendente nelle sue variazioni stilistiche e di ispirazione, quasi che Petrina volesse spingere l&#8217;ascoltatore ad uscire dal clich\u00e9 del cantautorato pi\u00f9 tradizionale, caratterizzato da \u201caccordi abusati\u201d e \u201carpeggi scontati\u201d (secondo le parole dell&#8217;autrice stessa), provocandolo con una serie continua di stimoli e suggestioni, anche molto diverse l&#8217;una dall&#8217;altra. Forse questo \u00e8 il punto debole dell&#8217;album, il risultato. Difatti non \u00e8 omogeneo e alcuni passaggi non persuadono del tutto, risultando un po&#8217; ridondanti e forzati, lasciando l\u2019impressione di troppa carne al fuoco. Anche la scelta biografica nei testi non convince completamente. L&#8217;intimismo e la riflessione privata tolgono spazio all\u2019immediatezza e all&#8217;incisivit\u00e0 narrativa delle composizioni. Ma \u00e7a va sans dire \u00e8 una questione di gusti personali. E d&#8217;altra parte quello che non manca in Petrina \u00e8 l&#8217;ironia (e l\u2019autoironia), segno di una maturit\u00e0 artistica ormai conquistata.<\/p>\n<p><strong>Voto: 7<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Vincenzo Pugliano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PETRINA Ala Bianca Group, 2013 Dopo quattro anni dal precedente e autoprodotto In doma, esce il nuovo lavoro della padovana Debora Petrina. 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