{"id":2313,"date":"2012-05-01T21:09:03","date_gmt":"2012-05-01T19:09:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/?p=2313"},"modified":"2012-07-02T15:29:55","modified_gmt":"2012-07-02T14:29:55","slug":"musica-indipendente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/2012\/05\/musica-indipendente\/","title":{"rendered":"Musica indipendente in Italia"},"content":{"rendered":"<h3>di Chiara Caporicci &#8211; Editrice ZONA<\/h3>\n<p>Da una tesi sviluppata sull\u2019argomento ha avuto poi origine questo saggio breve, frutto anche di un impegno in prima linea, che vede l\u2019autrice da diverso tempo dedita alla documentazione di tali attivit\u00e0. S\u2019inizia con un inquadramento storico per delineare quanto, sia pure in fasi discontinue, forse a tratti incongruenti, ma variegate e nondimeno arricchite delle stesse inquietudini, \u00e8 parte di una ricerca che assume determinante rilevanza, nel tempo, sulle produzioni nazionali. Dalla cultura giovanile degli anni Cinquanta, quella che incarna gli archetipi della ribellione sotto il seme del rock \u2018n roll, inizia pure la stagione dei grandi numeri per l\u2019industria discografica e, contrapposta ma complementare, nasce anche l\u2019esigenza di etichette indipendenti, inclini a dare autonomia espressiva e, di conseguenza, humus all\u2019intero settore. Con il punk, di fatto, s&#8217;impone a modello la cultura del do it yourself, ma \u00e8 soprattutto con gli anni Settanta pi\u00f9 politicizzati e impegnati che, attraverso etichette come la Cramps, qui da noi verranno alla luce progetti che segneranno la storia della musica indipendente, emblematico quello degli Area e il mito dello scomparso Stratos. Tuttavia, per meglio focalizzare il fenomeno, la Caporicci introduce il concetto di \u201cmusica di massa\u201d prendendo spunto e riferimento da Adorno e la Scuola di Francoforte. All&#8217;alienazione strumentale della &#8220;musica leggera&#8221;, si contrappone, con nostalgia, un passato con cui il suono assolveva &#8220;una funzione espressiva ed equilibratrice&#8221;, che trascende la forma. Con &#8220;Adorno, lo scopo della musica non \u00e8 la bellezza ma la verit\u00e0, la conoscenza&#8221;. Il mercato delle major, nel\u00a0 frattempo, si\u00a0 \u00e8 andato conformando nelle cosiddette &#8220;quattro sorelle&#8221;, nate da pi\u00f9 fusioni su corrispondenti interessi globali. Da sole controllano la quasi totalit\u00e0 del mercato. Una condizione piuttosto asfittica dal punto di vista espressivo e culturale, oltretutto minata dalle stesse nuove tecnologie, dove tuttavia resta larga la fascia del ricorso al download pirata. Da questa situazione prende consistenza e slancio l&#8217;operato di diversi circuiti di etichette indipendenti che, sia pure con limiti e contraddizioni, tanto hanno apportato nel mercato culturale, finanche veri e propri successi commerciali, come gli Offspring di Smash. Nato nell\u2019eredit\u00e0 della pregressa esperienza fiorentina, da anni il MEI \u00e8 la testimonianza italiana pi\u00f9 importante sul fenomeno col convegno romagnolo. Un meeting, quello di Faenza, che \u00e8 stato pure condiviso dall\u2019autrice attraverso la sua presenza per conto di una radio universitaria. Un evento che la porter\u00e0 in contatto con l\u2019esperienza del Collettivo Angelo Mai ripercorrendone la rispettiva storia. Con un\u2019intervista a Pino Marino e un\u2019altra a Niccol\u00f2 Fabi, realizzate sempre a Faenza nel 2008, si conclude il libro e vengono meglio esposti alcuni dei pi\u00f9 rilevanti progetti per cui, la Caporicci, ha senz\u2019altro investito molto nel suo patrimonio formativo. Un saggio interessante e scorrevole, ma anche collage di memorie e impressioni vivide di partecipe passione, che mette in rilievo, pi\u00f9 complessivamente, criticit\u00e0 e impegno della parte migliore delle nuove generazioni.<br \/>\n(Enrico Pietrangeli)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Chiara Caporicci &#8211; Editrice ZONA Da una tesi sviluppata sull\u2019argomento ha avuto poi origine questo saggio breve, frutto anche di un impegno in prima linea, che vede l\u2019autrice da diverso tempo dedita alla documentazione di tali attivit\u00e0. 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