{"id":2309,"date":"2012-05-01T21:07:26","date_gmt":"2012-05-01T20:07:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/?p=2309"},"modified":"2013-01-07T01:13:46","modified_gmt":"2013-01-07T00:13:46","slug":"cicloinversoromagna-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/2012\/05\/cicloinversoromagna-2011\/","title":{"rendered":"CicloInVersoRoMagna 2011: la poesia mette radici con la bicicletta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/articoloresocontocicloinversoromagna2011.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2310\" title=\"articoloresocontocicloinversoromagna2011\" src=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/articoloresocontocicloinversoromagna2011-240x300.jpg\" alt=\"articoloresocontocicloinversoromagna2011\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/articoloresocontocicloinversoromagna2011-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/articoloresocontocicloinversoromagna2011-819x1024.jpg 819w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/articoloresocontocicloinversoromagna2011.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Col collegamento in streaming del 12 agosto, si conclude CicloInVersoRoMagna 2011: quarto Giro ciclo-poetico, iniziativa col patrocinio della Federazione Italiana Ciclismo, dell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma e dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Pavia, oltre che della Provincia e il Comune di Ferrara e dei Comuni di Cremona e Ravenna, ed evento inserito nell\u2019ambito della Festa del Ticino 2011 col Comune di Pavia curato insieme a Gloria Scarperia e Andrea Bisighin. L\u2019argomentazione di scelta per un epilogo che coincide con la narrazione, avviene attraverso l\u2019uso di sole fotografie, a bassa risoluzione e senza l\u2019ausilio di riprese in video. A seguire l\u2019intervento in diretta, la traccia audio sovrappone alcuni testi poetici dai vari raduni svolti, insieme a talune sonorizzazioni di fondo improvvisate fra italici frammenti di jazz a 78 giri. Una scelta motivata da una presa di distanza dalla fagocitante societ\u00e0 d\u2019immagine, come pure a ricostituire un unicum dell\u2019evento, irripetibile, sia esso tangibile e reale che in streaming. Quindi si delimitano momenti distinti, da non assommare o clonare, ciascuno con una propria natura e ragione d\u2019essere. Momenti che aspirano a vivere di propria esistenza, a partire da riferimenti e modalit\u00e0 di comunicazione. Ne fluisce una poetica del tempo che, tutto sommato, solo la fotografia sa ben restituire, colma di dettagli da riscoprire, capaci di prendere forma oltre la sintesi temporale di un vissuto. Una prospettiva che, integrando evento e narrazione, oltre ogni vana celebrazione d\u00e0 consistenza e vita ad \u201caltro\u201d, a quanto evocato nell\u2019istante, per mezzo di un\u2019epica condivisa senza dover far ricorso all\u2019impresa e la sua spettacolarizzazione. Un qualcosa che, dalle trame del compiuto, sia in grado d\u2019interagire tanto con la memoria quanto con l\u2019immaginario dei protagonisti e degli stessi spettatori. Questo epilogo di fine evento, per la cronaca, resta disponibile in formato videoregistrato sul canale www.ustream.tv\/channel\/ciclopoetica.<br \/>\nCicloInVersoRoMagna, raccordando tradizioni di poesia orale sulle due ruote nella complessit\u00e0 dello sviluppo sostenibile, \u00e8 un progetto che ha aperto il nuovo corso ciclo-poetico alla tematica storico-culturale ed \u00e8 operativo fin dal febbraio scorso. Tracciando un itinerario \u201cInVerso\u201d, che riconduca al mito nella poesia, il riferimento resta sempre il format siciliano del 2008, primo festival itinerante di poesia, bicicletta, tradizioni e arti, caratterizzato da incontri con poeti, artisti, sportivi e performance per ogni tappa del viaggio in una no-stop di una settimana. Il titolo preposto a questa rassegna itinerante, nella sua polisemantica semplice e diretta, sintetizza anzitutto una concezione ciclica del tempo, dell\u2019eterno ritorno che, nella civilt\u00e0 greca come quella romana, progredisce in un divenire che sedimenta la storia sul mito, dove l\u2019eroe riporta sul piano umano l\u2019archetipo divino tramite l\u2019azione. Tempo che, tra i simboli assunti, vede il cerchio e la correlazione pi\u00f9 diretta della ruota che, nella fattispecie, \u00e8 tanto metafora quanto espressione letterale di veicolo nel tempo. Ciclicit\u00e0 gi\u00e0 segnate nel corso delle prime due edizioni e che, nel 2009, convergono nel paradigma della partenza-arrivo da Messina mentre, a partire dal 2010, divengono altres\u00ec prefisso preposto al titolo marcando un altrove che ritorna nella dialettica della poetica di un \u201cCiclo\u201d \u201cIn\u201d \u201cVerso\u201d, quale momento sincretico di apporto culturale per tutti. La Romagna \u00e8 terra esplicitamente inserita nel titolo come nel contesto, punto di arrivo e di partenza, chiusura di un ciclo della stessa romanit\u00e0 ma anche raccordo di persistenza condiviso attraverso i suoi popoli. Da Pavia a Ravenna, con CicloInVersoRoMagna, si \u00e8 configurato un tragitto caratterizzato nella sconfitta di Oreste da parte di Odoacre e la relativa deposizione di Romolo Augusto, sia sul piano simbolico che rievocativo. La Romagna, peraltro, riporta alle pi\u00f9 lontane radici della stessa poesia in bicicletta attraverso la figura di Olindo Guerrini, primo ciclo-poeta della nostra letteratura. \u201cSono nato (ahim\u00e8!) a Forl\u00ec; ma la mia vera patria \u00e8 Sant&#8217;Alberto, 15 km al nord di Ravenna, dove i miei avi hanno sempre vissuto\u201d sono parole che introducono e motivano da sole una scelta decentrata, rispetto la citt\u00e0, su questa contrada per la tappa di Ravenna. La locale biblioteca dedicata al poeta, purtroppo coincideva con la chiusura per ferie dello spazio adibito, ma la particolare location del Museo NatuRa ha opportunamente ospitato l\u2019evento richiamandosi, per di pi\u00f9, alla precedente edizione. Considerando il concorrere di un altro 150\u00b0 insieme all\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, ovvero quello della bicicletta, il Guerrini meriterebbe, senz\u2019altro, una doppia menzione. A lui, come poeta e ciclista urbano, dedicai un saggio breve gi\u00e0 nel 2003, e, tramite i suoi versi, associavo quel primo embrione di poesia in bicicletta ancora da sviluppare. Un embrione poi evoluto e che divenne consistente a Cesena, durante un breve soggiorno per un premio letterario nel 2007, prendendo forza con la lettura di un libro, poi recensito, di Massimo Gugnoni, cos\u00ec come ricordato durante l\u2019incontro ravennate dello scorso 8 agosto. Nel 2008 sar\u00e0 esteso a Ugo Magnanti e, in breve tempo, si arriver\u00e0 a una co-organizzazione della prima edizione individuando un\u2019area operativa e il relativo tragitto. Nel 2009, Andrea Ingemi e Vittoria Arena, prenderanno parte all\u2019organizzazione della seconda edizione. Notevole, in questa occasione, \u00e8 stato l\u2019apporto strutturale di Andrea, tramite il quale sono state predisposte le prime richieste di patrocini sul territorio tracciando nuovi percorsi. Con Vittoria la rassegna apre a una serie di donne che, a tutti gli effetti, diverranno protagoniste della pluriennale iniziativa. Sar\u00e0 lei ad allargare la manifestazione a pi\u00f9 discipline coinvolgendo vernissage di pittori coi reading di percorso, oltre a poeti e cantastorie. Nel 2010, con Daniela Fargione, la nuova edizione apre il progetto ai patrocini universitari nonch\u00e9, per la prima volta, coinvolge collaboratori per le iscrizioni ciclistiche. Gloria Scarperia e Giulia Penzo, che pure avevano gi\u00e0 preso parte a questa edizione, diverranno poi insostituibili elementi nella gestione di un pi\u00f9 lungo e laborioso sviluppo del nuovo progetto, la prima in qualit\u00e0 di co-organizzatrice e la seconda come collaboratrice. Sempre nel 2011, comparir\u00e0 anche un nuovo co-organizzatore, Andrea Bisighin, quale riferimento per estendere la manifestazione in Veneto ma anche per un organico sviluppo della tematica ciclistica storico-culturale, in armonia coi presupposti progettuali, mentre, per il secondo anno consecutivo, Emilio Diedo sar\u00e0 tra i pi\u00f9 validi e affidabili collaboratori al progetto. Senza dimenticare le tante adesioni di collaborazioni a diverso titolo, rimarcabili soprattutto in quest\u2019ultima edizione e che hanno visto, in nome della cultura e della poesia, pi\u00f9 soggetti partecipi dal mondo laico a quello sociale e anche cattolico, ringraziamo tutti per aver condiviso e reso possibile tutto questo nella pi\u00f9 cristallina chiarezza d\u2019intenti e, soprattutto, operando senza fondi.<br \/>\nTra i presenti al prologo di CicloInVersoRoMagna, si segnala Vitaldo Conte, che riallacciandosi a un suo precedente intervento su Pantani, ne ha esteso un ulteriore sulla\u00a0 poetica delle \u201crose rosse\u201d. Hanno inoltre contraddistinto l\u2019incontro la sicilianit\u00e0 di Maria Costa collegata in diretta insieme ad altri poeti coordinati dall\u2019area pontina e da Messina. L\u2019antica Zancle quindi, in uno stesso tempo e altro luogo, ha seguito il corso di un \u201cciclo\u201d storico e poetico, da lei partito nel 2008 al Fortino degli Inglesi di Capo Peloro. Notevole \u00e8 stata la media degli interventi che ha caratterizzato poi il percorso, con diversi artisti che hanno raggiunto l\u2019iniziativa da pi\u00f9 parti d\u2019Italia. A Pavia, luogo di partenza, si rammentano per incisivit\u00e0 ed esposizione quelli di Piero Balcalini, attore radiofonico, e Gian Luigi Valsecchi, fotografo, oltre che poeta, autore di suggestive panoramiche urbane nella patina di un tempo che tutto cambia nel qualcosa che permane. Giovanni Segagni ha pure coinvolto i molti presenti con la ricostruzione di un viaggio fluviale del 1911. La presenza di musicisti \u00e8 stata pressoch\u00e9 continua e apprezzabile in quasi tutti i quotidiani incontri previsti lungo il viaggio, interagendo col testo poetico dal repertorio classico a quello etnico ed anche elettronico attraverso una rosa d\u2019interessanti e variegati esecutori, di cui diversi anche autori. Nell\u2019ambito teatrale, la giovane e promettente Denise Valentino, duettando con Susanna Farina Contardi, ha senz\u2019altro colto consensi dal pubblico di Cremona, cospicuo ed attento. Ben accolti anche i versi del giovane Stefano Reggiani nonch\u00e9 l\u2019originale e inoltre tematica performance per \u201cpompa di bicicletta\u201d proposta, per l\u2019occasione, dal poeta Alberto Mori. Interessanti sono stati anche i versi di Fabio Clerici, che tornano dalla scorsa stagione, insieme a quelli proposti da Massimo Bondioli. Tra gli imprevisti di percorso, la presenza sempre pi\u00f9 determinata e affinata di agguerrite zanzare ha contraddistinto una stagione anomala e assai umida. Alla positiva assenza di concreti problemi per una sempre paventata pioggia, si \u00e8 esteso un inaspettato vento forte e contrario durante l\u2019ultima tappa, in direzione di Ravenna, cagionando rallentamenti e un ulteriore sforzo per raggiungere la meta. Prepotente, in ogni caso, durante questa settimana \u00e8 ritornata la calura. Lunghi tratti su strade sterrate, come quelli percorsi alla volta del Veneto, hanno talvolta cagionato qualche piccolo problema di approvvigionamento di liquidi. Due tappe, per la cronaca, sono stato costretto a desistere dal percorrerle per un trattamento in corso. Le restanti pedalate le ho fatte partendo di buon ora e lentamente. Con la tappa di Villafranca di Verona si \u00e8 reso un ottimo assetto al binomio bici-poesia sul versante storico delle due ruote, apportando le coinvolgenti testimonianze di Nicola Minali, ex ciclista professionista, insieme a quella di Dario Pegoretti e tutti gli altri, con un nutrito pubblico al seguito durante l\u2019intera serata, insieme ai preziosi modelli d\u2019epoca esposti in sala e un intervento congiunto dei tre curatori. Anche quest\u2019anno, tanto la libert\u00e0 del viaggio di ciascuno quanto una generica disposizione che invoglia al ritmo lento, cadenzato e osservatore del circostante ma anche dell\u2019interiore, ha evidenziato i contenuti non agonistici della manifestazione nella condivisione di un\u2019esperienza che, sempre di pi\u00f9, include testimonianze con lo stesso mondo del ciclismo, forse il pi\u00f9 prossimo e connaturato alla poesia, come anche Vendemiati ha voluto ricordare nel corso di un suo intervento. Non sono quindi mancate le occasioni d\u2019incontro, nell\u2019ambito strutturato per ogni serata come pure sulla strada. Forse pi\u00f9 rilevante, tra quest\u2019ultime, la chiacchierata condivisa con un cicloturista francese sulla direttiva di Verona, determinato a raggiungere Gerusalemme al solo ritmo del pedale: in bicicletta di strada se ne pu\u00f2 fare sempre molta, ancor pi\u00f9 di quanto noi stessi si possa pensare. Con Legnago credo che, per molti aspetti, si sia raggiunta un\u2019armonia d\u2019evento, capace di approfondire al meglio le complessive tematiche con un pubblico consistente e partecipe. Non solo qui, forse pi\u00f9 che altrove, si \u00e8 creato quel clima per assecondare un dialogo sull\u2019esposizione di contenuti e modalit\u00e0 dell\u2019iniziativa riuscendo a cogliere anche spiritualit\u00e0 nel brillante intervento di Nicola Pavanello, altres\u00ec una suggestiva atmosfera si \u00e8 insinuata tra il reading, con Giulia Penzo e altri poeti provenienti da Chioggia, ma anche da Verona, come nel caso di Ralph Denton, che ha preso spunto dalla poesia per riproporre attenzione sul Tibet. Bruna De Gaspari ha aperto la serata interpretando il monologo surrealista &#8220;Angeli sui pedali&#8221;. Frazionate perlopi\u00f9 in singole tappe alcune, rinunciatarie altre, forse a causa di mancanza di precise convenzioni, purtroppo impossibili a stabilirsi per assenza di tempo e di mezzi, sono state comunque considerevoli le iscrizioni all\u2019iniziativa, pervenute da diverse regioni d\u2019Italia. Diverse, anche quest\u2019anno, sono state le adesioni di artisti fuori programmazione lungo il percorso. Nello spirito della manifestazione, sono stati tutti ben accolti nei limiti di spazio e di tempo relativi alla logistica delle singole location ospitanti. Uno degli aspetti ricorrenti pi\u00f9 interessanti dell\u2019iter storico di questa rassegna, che non nasce sotto l\u2019interesse o l\u2019influenza di alcun gruppo, \u00e8 quello della libera opportunit\u00e0 d\u2019incontrarsi e conoscersi, permettendo interazioni tra poeti territorialmente spesso vicini e non solo lontani, con risvolti comunicativi diretti e non mediati da alcuna rete. A Ferrara, sia pure debordando un poco nei tempi, tanto da renderlo un poco meno incisivo di quanto in realt\u00e0 meritasse, l\u2019intervento di Melinda Tamas Tarr su collegamenti e relazioni tra risorgimento italiano e ungherese \u00e8 stato comunque un perno dell\u2019incontro. Un\u2019occasione per assaporare insieme anche alcuni versi del grande Sandor Petofi. Particolatamente consistente \u00e8 stata la presenza di pubblico. Considerando l\u2019orario pomeridiano e la domenica d\u2019agosto coincidente, la sala era gremita e partecipe. Tra i giovani \u00e8 tornato Stefano Caranti, che ha proposto alcuni haiku. Si segnalano inoltre gli interventi del ciclo-poeta nonch\u00e9 storico Edoardo Peroncini e dello scrittore Emilio Diedo scanditi da eleganti versi, insieme al ritorno, per il secondo anno consecutivo, di Riccardo Carli Ball\u00f2la e Claudio Gamberoni. In questa tappa, come pure per la successiva, diversi artisti e collaboratori si sono aggregati raggiungendo il Giro da Roma e altre province. Tornando alla bicicletta, ineguagliabile resta sempre la naturale ebbrezza e il senso di forza di volont\u00e0 che emerge dalla lunga pedalata, o meglio dalla consapevolezza che, amministrandosi, \u00e8 possibile coprire anche lunghe distanze, altrimenti impensabili senza l\u2019ausilio di una forza motrice. Corpo e mente, nel progredire del viaggio, divengono un tutt\u2019uno armonico, di adattamento e conduzione dei ritmi, quelli della bicicletta associati alle gambe come pure ai pensieri. A fronte dei tanti litri di liquidi consumati la percezione di rigenerazione \u00e8 non solo biologica, ma coinvolge per intero anche la psiche, implicandone la relativa sfera spirituale. A Ravenna, a dire il vero, forse il pubblico \u00e8 stato meno presente che altrove, probabilmente anche per una mancanza di promozione, cos\u00ec come accennato da Gian Ruggero Manzoni, che ha fluidamente interagito tra sport, storia, poesia e letteratura incantando i presenti insieme a Gilberto Vendemiati, ciclista professionista degli anni Sessanta assai disponibile a dare spunti per un dibattito che, nell\u2019insieme, ha visto il pi\u00f9 alto livello qualitativo comunque in questa serata, con il migliore Marco Palladini performativo che interpretava un suo poemetto in omaggio a Pantani. Filippo Amadei, tra i giovani, ha espresso un talento degno di nota. Opportunamente ricordato, sempre in questa sede, \u00e8 stato Alfredo Oriani, altro importante ciclo-poeta della nostra letteratura. \u201cIl nostro aiuto all\u2019iniziativa \u00e8 stato minimo, ma \u00e8 stato fatto con il cuore. Questa manifestazione va aiutata. Il sindacato crede molto nei suoi valori e intende supportarla, pur coi pochi mezzi di cui dispone\u201d (Fonte Estense.com) ha commentato intervenendo a Ferrara Rocco Cesareo del Sindacato Scrittori. \u201cCredo si tratti di un modo intelligente di unire due passioni come la bicicletta e la poesia che in questo modo, si espande per una vasta zona del nord Italia. Mi complimento con gli organizzatori che si sono impegnati e, ne sono certo, ora potranno ottenere la soddisfazione che meritano\u201d ha pure commentato al riguardo della manifestazione Gian Marco Centinaio, Vice Sindaco e Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Pavia (Fonte Ufficio Comunicazione Comune di Pavia). Si ringraziano, con l\u2019occasione, entrambi, per il sostegno offerto, la loro presenza e la fiducia accordata a questa iniziativa.<br \/>\nCicloInVersoRoMagna \u00e8 una storia circolare, che ritorna, ma che sa guardare anche altrove, arricchita di simboli ed esperienze lungo tutto il suo percorso. Torna per raccontare che, dopo un prologo repentino e forse un po\u2019 barocco, orchestrato all\u2019ultimo momento tra l\u2019Antica Lavinium, Anzio e Messina, il trasbordo con le biciclette del nucleo ciclistico \u00e8 avvenuto il 2 agosto, alla volta di Pavia, con quattro cambi di treni regionali e una complessiva durata di circa undici ore. Indispensabile, in simili circostanze, \u00e8 arrivare con congruo anticipo. Un tempo oltretutto ben speso in fin dei conti, capace di trovare un inconsueto spazio di pi\u00f9 tradizionale turismo, quello speso senza limitazioni di tempo vincolato allo spostamento. Ed \u00e8 cos\u00ec che, finalmente, soltanto in questo secondo approdo pavese si \u00e8 riusciti a rendere visita ai resti di Sant\u2019Agostino e Severino Boezio qui custoditi. Dal 3 a sera inizia la maratona su due ruote che, senza sosta, vedr\u00e0 giornate di bicicletta dal movimento lento congiungersi ad altrettante serate di eventi con pernottamenti, per i pi\u00f9, in campeggi. Un sacco a pelo e il contatto con madre terra a fianco della propria bicicletta, per chi se la sente, forse \u00e8 il migliore dei modi per entrare nello spirito di questa iniziativa. Sei tappe e relativi incontri che hanno lasciato un\u2019impronta consistente anche quest\u2019anno, nel solco di un\u2019argomentata evoluzione alla ricerca di altro nelle comunque sempre assecondate radici. Un epilogo in streaming \u201cdi ritorno\u201d, infine, non poteva non concludersi trasmettendo da Roma nell\u2019allusione a un\u2019 \u201caltra\u201d Roma, significante di un segno poetico. Tra i testi trasmessi durante la diretta del 12 agosto figura anche il proemio dell\u2019Eneide nella sempreverde eleganza della versione di Annibal Caro, gi\u00e0 proposto al Museo dell\u2019Antica Lavinium nel corso del saluto alla volta del prologo congiunto, oltre al Guerrini e alcuni versi del magiaro Petofi, dedicati ai moti di Palermo del \u201848. Un frammento tratto da \u201cAd Istanbul, tra pubbliche intimit\u00e0\u201d, in omaggio alle divinit\u00e0 classiche, \u00e8 stato ripreso anch\u2019esso dal prologo e originariamente associato, in chiave simbolica, ad alcuni versi del passaggio in Sicilia e relativo naufragio sulle coste africane narrato dall\u2019Eneide, durante il collegamento del 30 luglio scorso con Messina.<br \/>\nQuest\u2019oggi, 13 agosto, il traffico \u00e8 da vigilia di Ferragosto, l\u2019evento \u00e8 ormai concluso e, con una temperatura pi\u00f9 addolcita dalla frescura dei venti, da stamani tento di relazionare un qualcosa che \u00e8 di gi\u00e0 passato (per quanto prossimo). Un tempo che vola e vanifica molte cose a cui, con la scrittura, tentiamo di far fronte. Tempo altrimenti demandato \u201cai posteri\u201d, ma tra questi ci fu anche Hitler e si aggiungono, sempre di pi\u00f9, coloro che attendono l\u2019occasione giusta per inserirci la loro memorabile impresa. L\u2019ultima \u00e8 sbocciata a Oslo, nell\u2019altrettanto prossimo luglio scorso, determinando, nei risultati, assai poche differenze tra il fanatismo religioso di chi nella miseria \u00e8 educato all\u2019odio stragista e il razzismo annoiato con ossessioni di protagonismo del giovane occidentale, non pi\u00f9 giovane anagraficamente e comunque agiato ed educato, soprattutto, all\u2019indifferenza.<br \/>\n(Enrico Pietrangeli)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Col collegamento in streaming del 12 agosto, si conclude CicloInVersoRoMagna 2011: quarto Giro ciclo-poetico, iniziativa col patrocinio della Federazione Italiana Ciclismo, dell\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma e dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Pavia, oltre che della Provincia e il Comune di Ferrara e dei Comuni di Cremona e Ravenna, ed evento inserito nell\u2019ambito della Festa del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jnews-multi-image_gallery":[],"jnews_single_post":[],"jnews_primary_category":[],"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-2309","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libri-e-racconti"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2309","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2309"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2309\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3726,"href":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2309\/revisions\/3726"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2309"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2309"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2309"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}