{"id":2091,"date":"2011-05-12T22:12:28","date_gmt":"2011-05-12T20:12:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/?p=2091"},"modified":"2011-05-12T22:12:28","modified_gmt":"2011-05-12T20:12:28","slug":"nicholas-clapton-moreschi-l%e2%80%99angelo-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/2011\/05\/nicholas-clapton-moreschi-l%e2%80%99angelo-di-roma\/","title":{"rendered":"Nicholas Clapton &#8211; Moreschi, l\u2019Angelo di Roma"},"content":{"rendered":"<p>Esce un\u2019opera di apertura internazionale per i tipi di Edizioni Controluce, in collaborazione con il locale coro intitolato a Moreschi, l\u2019 \u201cangelo\u201d protagonista, e le strutture della locale comunit\u00e0 monticiana. Il libro, a dire il vero, vede una prima edizione inglese nel 2004 curata dall\u2019autore Nicholas Clapton e, soltanto nel novembre del 2008, viene alla luce nella sua prima stampa in lingua italiana con una puntuale traduzione curata da Giuliana Gentili. L\u2019entusiasmo dell\u2019autore per \u201cl\u2019angelo di Roma\u201d si estende, in quanto ampiamente trattati nel saggio, verso i castrati e le loro particolari doti canore, condivisibile fin dalle prima righe, con la figura di Elsa Scammell, ed identificato nel finale sull\u2019eco dell\u2019 \u201cevviva il coltello\u201d, gratitudine di un tempo presumibilmente espressa per quante delizie ascoltate in melodie. Moreschi, oltre ad eccellere nella sua categoria in quanto a ottave, versatilit\u00e0 e timbrica, viene qui catalogato come l\u2019ultimo dei \u201cmenomati\u201d del coro della cappella Sistina. Una vita ed una carriera che, dalle vicende risorgimentali, approda all\u2019ascesa mussoliniana traversando, a cavallo tra i due secoli, quei profondi mutamenti socio-politico-culturali che caratterizzarono il nostro paese. Un\u2019esistenza spesso decisa, come rimarca l\u2019autore, \u201cda coincidenze storiche\u201d. Tra le sue tracce pi\u00f9 tangibili, restano quelle lasciate nel solco in cera lacca, rappresentando, a tutti gli effetti, un raro documento realizzato attraverso le allora neo-acquisite tecniche di registrazione. A immortalare la sua voce sar\u00e0 Owen che, nel 1902, si trovava a Milano per registrare Caruso ed opta per una variante recandosi a Roma. All&#8217;arrivo di Moreschi nel coro, c&#8217;erano gi\u00e0 altri sei &#8220;capponi sacri&#8221;, cosi come ai tempi furono denominati i \u201cmenomati\u201d nella Roma papalina. Per i coristi, a fianco di taluni privilegi &#8211; come quello di essere esentati dai digiuni &#8211; permaneva uno stipendio piuttosto contenuto, circa 118 lire nel 1871 per un impegno a tempo pieno. Va tuttavia menzionato un coerente orgoglio vaticano che, allora, rifiutava stanziamenti da parte dello stato italiano. Nel lungo excursus tra \u201corigini e relazioni\u201d, si affrontano le varie tecniche di castrazione. Quella dei pi\u00f9 promettenti talenti cantori si era evoluta in un bagno d\u2019acqua calda con assunzione d\u2019oppio intorno al XVI secolo. Di l\u00ec a pi\u00f9 tardi, il fenomeno stesso dei castrati diverr\u00e0 \u201cesclusivamente italiano\u201d. Col Novecento rester\u00e0 la sola memoria &#8211; definita \u201carcheologica\u201d &#8211; dell\u2019 \u201cinsegna di un barbiere di via dei Banchi Vecchi\u201d: \u201cQui si castrano fanciulli per la Cappella papale\u201d. Sul fronte dell\u2019altro secolo, l\u2019Ottocento, a rimarcare povert\u00e0 e squallore sociale della Roma pontificia, vengono riportate alcune note di Mark Twain e il suo The innocents abroad, in un contesto che vede la popolazione spesso analfabeta e l\u2019inserimento della prima scuola d\u2019obbligo solo a partire dal 1877. Una condizione che, certamente, vedeva per Moreschi una concreta speranza d\u2019impiego ed inserimento attraverso la procurata preservazione delle sue capacit\u00e0 vocali. Libro ricco di aneddoti interessanti, come quello su Clemente VIII, che vedeva una designazione in onore di Dio quella dei castrati in seno al coro considerando il caff\u00e9, in una matrice proibizionista, bevanda di Satana. Ma Leone XIII, da quanto si evince dal testo, non indugi\u00f2 ad approvare una mistura popolare a base \u201cdi vino e cocaina\u201d, assai in voga ai tempi e denominata Vin Mariani. Una bevanda che, oltremodo, riscosse anche pi\u00f9 nobili consensi, come quello della regina Victoria d&#8217;Inghilterra. Adeguato spazio viene considerato nell\u2019opera per trattare l\u2019aspetto anatomico, nonch\u00e9 disfunzioni e patologie tipiche della categoria, dalla pi\u00f9 scontata tendenza all\u2019obesit\u00e0 a taluni sviluppi anomali assai meno facilmente relazionabili, come la cifosi. Nell\u2019istituzione ecclesiastica l\u2019autore trova posizioni che, nei stravolgimenti del Novecento, definisce caratterizzate da \u201cirrequietezza\u201d, ma, da quanto riportato a sintesi di pi\u00f9 secoli, si va da Nicea e le sue posizioni proibitive verso l&#8217;auto-castrazione, intesa come scelta, all\u2019affermazione del fenomeno dei castrati che segner\u00e0 il corso di oltre tre secoli per la cappella Sistina, un contesto dove l\u2019elemento cromatico ed emozionale viene a prevalere sui modelli di \u201cpurezza e semplicit\u00e0\u201d. Ci\u00f2 nonostante a prevalere, infine, saranno i cecilianisti e la tradizione polifonica gregoriana designando l\u2019estinzione dei castrati dal coro. Ad uscire di scena sar\u00e0 il consolidato direttore e musicista Mustafa, emblematico di un mondo che, con Perosi, assumer\u00e0 tutt\u2019altri contorni e direzioni. Mustafa \u00e8 anche il personaggio cardine della stessa vita di Alessandro Moreschi ed i suoi esiti professionali, caratterialmente difficile e che, soprattutto negli ultimi tempi, solo attraverso protratte assenze seppe manifestare i suoi dissensi. Oltre la vita di Alessandro, resta in sospeso un ulteriore presunto e mai accertato \u201cmenomato\u201d, ovvero Domenico Mancini, con la certezza di una tomba al cimitero monumentale del Verano, sepolcro peraltro non facilmente identificabile da quanto riportato in una cronaca della visita dello stesso Clapton. Oggigiorno, in cui si dibatte tanto di castrazione chimica per pedofili e stupratori, non pu\u00f2 non restare un briciolo di nostalgia per il fascino e l\u2019eleganza che contraddistinse una categoria del tutto onorata nella tradizione vocale. Moreschi, forse, \u00e8 l\u2019epilogo di questa memoria rispetto quanto viene ormai ordinariamente considerato con riluttanza o, tutt\u2019al pi\u00f9, come estrema ratio per contrastare patologie sessuali. Ma gi\u00e0 nell\u2019antichit\u00e0, come sottomissione od espiazione, e nel dettaglio in Cina, dove si praticava come \u201calternativa alla pena di morte\u201d, la castrazione assunse connotati punitivi come pure risvolti di prestigio sociale che in India, ma non solo, si caratterizzarono persino in valenze di tipo ascetico.<br \/>\n(Enrico Pietrangeli)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esce un\u2019opera di apertura internazionale per i tipi di Edizioni Controluce, in collaborazione con il locale coro intitolato a Moreschi, l\u2019 \u201cangelo\u201d protagonista, e le strutture della locale comunit\u00e0 monticiana. 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