{"id":1948,"date":"2010-12-11T19:41:07","date_gmt":"2010-12-11T17:41:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/?p=1948"},"modified":"2010-12-11T19:41:07","modified_gmt":"2010-12-11T17:41:07","slug":"melinda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/2010\/12\/melinda\/","title":{"rendered":"Melinda Tam\u00e1s-Tarr Bonanni &#8220;Da anima ad anima&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>A partire dal titolo, semplice e diretto, privo di ogni pretenziosit\u00e0, si percepisce l\u2019effettivo impegno a rendere poesia alla poesia attraverso lo strumento della traduzione, cosa mai abbastanza del tutto evidente e che spesso sfugge ai pi\u00f9 deviando dall\u2019autenticit\u00e0 dell\u2019espressione poetica originaria. Un titolo comunque preso in prestito dai versi di Arp\u00e1d T\u00f3th, che esplora cosmiche distanze alla ricerca di una spontanea comunicazione. Eventuali imperfezioni linguistiche ravvisabili nel testo non degenerano mai la trasmigrazione del sentire, semmai denotano l\u2019assenza di strutture nel sostenere interessanti iniziative culturali piuttosto che carenze da parte di chi, coraggiosamente, si cimenta con ottima padronanza verso una lingua acquisita. Va oltremodo precisato che, attraverso la rivista Osservatorio Letterario, da molti anni l\u2019autrice si prodiga nell\u2019interscambio culturale tra Italia e Ungheria. Tra quante poesie riportate, ci sono versi che, frequentemente, incorrono nell\u2019anafora, ma ricorrono anche rime e assonanze che la traduttrice ricostituisce scrupolosamente in italiano. L\u2019analessi, soprattutto quella del \u201cbacio\u201d e delle \u201clabbra\u201d, caratterizza pi\u00f9 poeti mettendo in rilievo quegli artisti dalle pi\u00f9 accertate radici romantiche. Endre Ady testimonia subito tutto questo, soggiorna in Francia, dove scrive Autunno a Parigi, e qui assorbe talune tendenze tracciate dai maudit, che meglio si palesano nel grottesco de L\u2019ultimo sorriso: \u201cho vissuto molto male \/ che bel cadavere sar\u00f2\u201d. Pi\u00f9 datate, ma nondimeno efficaci, sono le quartine amorose di Csokonai Vit\u00e8z: \u201cMi tormenta il fuoco ardente \/ dell\u2019immenso amore rovente\u201d. Amore che si sublima nei versi del grande Attila J\u00f3zsef: \u201cci fonderemo, in color rovente \/ sull\u2019altare fragrante ardendo \/ nell\u2019immenso firmamento\u201d. Gyula Juh\u00e1sz, che muore suicida come J\u00f3zsef nello stesso anno (1937) e, al pari di quest\u2019ultimo, presenta evidenti disturbi psichici, \u00e8 pure un altro illustre poeta lirico che nelle parole dell\u2019amata scorge \u201cil vento di marzo\u201d tra le sepolture. Con Ferenc K\u00f6lcsey, autore dell\u2019inno nazionale ungherese, prende corso un\u2019anamnesi storica del magiaro e la sua \u201csorte avversa\u201d, popolo che \u201cgi\u00e0 espi\u00f2 \/ il passato e il futuro\u201d, tra \u201cl\u2019altera reggia di Vienna\u201d, \u201cmongoli rapaci\u201d e turchi. Una sofferenza storica rimarcata da Dezso Kosztol\u00e1nyi: \u201csplende il sol, ma non ti vedo \/ per il mondo il magiaro \/ \u00e8 orfano\u201d, ma \u00e8 Sandor Petofi l\u2019emblema del patriota, nonch\u00e9 eccelso poeta nazionale, immolandosi, poco pi\u00f9 che ventenne, alla causa: \u201calzati, magiaro, la patria ti chiama!\u201d. L\u2019 Esistere, \u201covunque invisibile\u201d e \u201cin ogni cosa visibile\u201d volge al metafisico con Ron\u00e1y, mentre \u00e8 una kafkiana rinascita quella di Szab\u00f3, che nel baco intravede un angelo e un rifugio. Tematiche religiose ricorrono con Dsida, Abranyi, Rem\u00e9nyik Bir\u00f3 e Horv\u00e1th. Scaturiscono, pregevoli, i versi di Mih\u00e1ly V\u00f6r\u00f6smarty, con le sue invettive amorose, e quelli di Sandor We\u00f6res nel suo labirintico bosco. Nella sezione dedicata ai contemporanei va senz\u2019altro menzionata Olga Erd\u00f6s, un talento sostenuto, a ragion veduta, dall\u2019autrice del testo. Si distingue per le sue immagini penetranti ed originali: \u201cfiore d\u2019una rampicante pianta \/ sul recinto putrido \/ coi petali da farfalla\u201d, \u201cpensiero di cognac impregnato, \/ punto interrogativo pietrificato\u201d. Eccellente lo stile prosastico di J\u00e1cint Leg\u00e9ndy, come pure il minimalismo strutturale del naturalizzato tedesco Alfr\u00e9d Schneider, che attraverso gocce di pioggia scorge ovunque noia in una \u201cmassa di minuti paracaduti\u201d. Rilevante la testimonianza di Erzs\u00e9bet T\u00f3th, che attraverso i suoi versi riporta alla memoria una Polonia sbranata da nazisti e comunisti. Un poesia che \u00e8 un dovuto omaggio alle vittime dello di Katyn, uno sterminio a lungo occultato ed operato dalle truppe sovietiche agli ordini di uno Stalin che, col patto Molotov-Ribbetrop, caldeggi\u00f2 il sogno di un\u2019Europa liberale massacrata da Hitler. Fortunatamente, poi, quest\u2019ultimo fu abbastanza dissennato da mandare in fumo un simile progetto, ma Budapest ci ricorda quanti sacrifici sia costata ancora la libert\u00e0 per tutta l\u2019Europa dell\u2019Est. Presente anche una sezione con alcune poesie di Melinda Tam\u00e1s-Tarr bilingue, rilevante il suo monito alle nuove generazione (perlopi\u00f9 scriteriate e prive di valori) affinch\u00e9 onorino i propri genitori. Estremamente condivisibili sono le sue equidistanti posizioni da monopoli di scienza e religioni, da\u00a0 dogmi ed illusioni, espresse in una poetica fluida, moderna ed incisiva. Una lunga nota biografica sull\u2019autrice conclude il libro mettendo in rilievo come, frequentemente, pur avendo competenze ed impegno, in questo nostro \u2018belpaese\u2019 si resti ai margini. L\u2019Italia resta pur sempre un luogo dove la certezza dello stipendio fisso non \u00e8 mai sinonimo di professionalit\u00e0, bens\u00ec predestinazione elitaria dovuta a parentele e conoscenze. Prima di leggere quest\u2019opera, conoscevo solo qualcosa di Attila J\u00f3zsef e Sandor Petofi, eppure avevo gi\u00e0 sensore dello spessore poetico di un popolo, ma ora, senza pi\u00f9 ombra di dubbio, posso affermare che credo molto nella poesia ungherese: c\u2019\u00e8 tanto sangue nelle vene, senso epico, capacit\u00e0 di scavare nel fondo, perci\u00f2 rivendico la necessit\u00e0 di un prodotto di qualit\u00e0, perch\u00e9 manca, perch\u00e9 merita.<br \/>\n(Enrico Pietrangeli)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dal titolo, semplice e diretto, privo di ogni pretenziosit\u00e0, si percepisce l\u2019effettivo impegno a rendere poesia alla poesia attraverso lo strumento della traduzione, cosa mai abbastanza del tutto evidente e che spesso sfugge ai pi\u00f9 deviando dall\u2019autenticit\u00e0 dell\u2019espressione poetica originaria. 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