{"id":1912,"date":"2010-12-11T19:05:19","date_gmt":"2010-12-11T17:05:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/?p=1912"},"modified":"2010-12-11T20:13:08","modified_gmt":"2010-12-11T18:13:08","slug":"musica-per-carabinieri-a-cavallo-intervista-con-i-mokadelic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/2010\/12\/musica-per-carabinieri-a-cavallo-intervista-con-i-mokadelic\/","title":{"rendered":"Musica per carabinieri a cavallo. Intervista con i Mokadelic"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/mokadelic1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1967\" title=\"mokadelic1\" src=\"http:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/mokadelic1-300x201.jpg\" alt=\"mokadelic1\" width=\"240\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/mokadelic1-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.beautifulfreaks.org\/online\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/mokadelic1.jpg 878w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Forse li avete visti suonare con band come Explosions in the sky, Mono, Ulan Bator, Tarentel, Giardini di Mir\u00f2. I Mokadelic sono un quintetto di rock strumentale che, nel corso di dieci anni di attivit\u00e0, ha sviluppato una proposta musicale che supera la facile assimilazione agli schemi del post-rock chitarristico. Come molti loro pezzi, la storia dei Mokadelic \u00e8 stata un continuo crescendo: dai primi ep autoprodotti, alle recensioni su fanzine; il primo lp, l\u2019incontro e la collaborazione con Niccol\u00f2 Fabi, sino all\u2019approdo al cinema e all\u2019esplosione di notoriet\u00e0 data dall\u2019aver realizzato la colonna sonora del film di Gabrile Salvatores \u201cCome dio comanda\u201d. Ora dopo qualche altra collaborazione con il cinema (\u201cMarpiccolo di Alessandro di Robilant e vari cortometraggi e documentari), l\u2019assordante rumore delle chitarre cede il passo a una melodia pi\u00f9 quieta. I Mokadelic ripartono da qui. Dal desiderio di contaminare la propria musica con diverse forme d\u2019arte. Dall\u2019idea di mettere assieme cose anche molto diverse fra loro. BF ha parlato di questo e di altro con i tre quinti dei Mokadelic (Cristian Marras, Alberto Broccatelli e Alessio Mecozzi).<\/p>\n<p><strong>Da dove si ricomincia una volta diventati famosi?<\/strong><\/p>\n<p>AB: dagli amici di sempre\u2026<\/p>\n<p>AM: non \u00e8 che sia poi cambiato cos\u00ec tanto, a parte la villa e la pelliccia turchese che avevo sempre sognato. Abbiamo il solito sgabuzzino-sala-prove. E proviamo. Stiamo lavorando ai pezzi per un album nuovo, perch\u00e9 oltre alle colonne sonore sentiamo l\u2019esigenza di sperimentarci su brani nostri, senza paletti e senza dover rendere conto a nessuno. Per il resto basta. Forse abbiamo solo pi\u00f9 proposte per i live.<\/p>\n<p>AB: Secondo me siamo in una fase di sperimentazione, abbiamo dei possibili approdi: uno \u00e8 continuare la collaborazione con il cinema per le colonne sonore che \u00e8 una cosa che ci interessa molto. La seconda \u00e8 continuare con la musica che abbiamo proposto fino ad oggi. La terza \u00e8 trasformare il nostro progetto musicale, contaminandolo con altre espressioni dell\u2019arte contemporanea. Lo show che proponiamo potrebbe non essere pi\u00f9 solo un concerto, ma un\u2019esperienza artistica completa, una performance, in cui una parte \u00e8 l\u2019ascolto, una parte \u00e8 l\u2019esperienza musicale, una parte \u00e8 visiva. Vogliamo far lavorare assieme queste tre dimensioni dando vita a qualcosa che \u00e8 pi\u00f9 della somma delle parti.<\/p>\n<p><strong>In parte non l\u2019avete gi\u00e0 fatto con \u201cSulla cattiva strada\u201d [il reading-concerto assieme a Elio Germano, Filippo Timi e Gabriel Salvatores &#8211; nda]?<\/strong><\/p>\n<p>AB: quella \u00e8 stata una cosa che ci ha ispirato. Proporre la nostra musica miscelata con altre arti \u00e8 un\u2019ottima strada per riuscire ad insinuarsi anche laddove non sembriamo doverci stare.<\/p>\n<p><strong>Dal punto di vista tecnico, cosa implica dover mettere insieme musica, immagini, voce di un attore?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>CM: quella \u00e8 stata una situazione nella quale abbiamo dovuto lavorare un po\u2019 di pi\u00f9, anche perch\u00e9 siamo sempre stati abituati a presentarci sul palco dovendo interagire solo con le immagini, quindi con a disposizione una libert\u00e0, una \u201cpotenza di fuoco\u201d notevole. Invece doversi misurare con degli attori ha significato contenere il nostro suono. Gli attori erano un elemento in pi\u00f9 che per\u00f2 aveva un ruolo determinante nella riuscita artistica dello spettacolo. Bisognava comunque tutelare l\u2019aspetto espressivo e quindi anche noi dovevamo essere molto pi\u00f9 controllati, Cosa che forse non eravamo molto abituati a fare quando ci trovavamo sul palco. \u00c8 stata un\u2019esperienza molto pi\u00f9 ragionata ma, allo stesso tempo, molto pi\u00f9 libera emotivamente perch\u00e9 descriveva pi\u00f9 cose. L\u2019elemento narrativo prima veniva veicolato attraverso musica e immagini, in quella situazione c\u2019era anche un significato testuale.<\/p>\n<p><strong>Come avete lavorato con gli attori?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>AM: Molto ha coordinato Salvatores. Lui ha deciso quali brani leggere, che musica pi\u00f9 o meno abbinare. Poi noi gli davamo dei suggerimenti\u2026<\/p>\n<p>AB: comunque, in realt\u00e0, per quello spettacolo abbiamo fatto pochissime prove, mi pare due, e in una non eravamo nemmeno tutti. Tecnicamente abbiamo provato una sola volta, il pomeriggio precedente per tre-quattro ore. Prima c\u2019eravamo visti una volta a Roma ma c\u2019era solo Elio [Germano \u2013 nda].<\/p>\n<p><strong>Quindi ora\u2026?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>AB: per il futuro non abbiamo in mente una cosa definita. Bisogna vagliare bene le possibilit\u00e0. Nel senso che immaginare di fare un\u2019esperienza, ad esempio, con un poeta che legge i propri componimenti potrebbe essere qualcosa di molto stimolante. Allo stesso modo, immaginare un attore che interpreta dei testi, puntando quindi maggiormente sulla componente teatrale, sarebbe altrettanto interessante. Oppure pensare sperimentare qualche strumento diverso che funga da voce in alcuni brani o in alcuni momenti dei brani. Insomma stiamo pensando che la nostra espressione sonora debba integrare qualche altra esperienza artistica. Quindi, magari nei live ci piacerebbe proporre forme che non sono solo musicali: dalla pittura, alla danza, al circo\u2026 un elefante\u2026 volevamo chiamare anche i carabinieri a cavallo\u2026<\/p>\n<p>AM: comunque rimaniamo un gruppo da live. Ti d\u00e0 pi\u00f9 emozioni. Lo studio diventa pure una palla, una sede di grossa contrattazione, dove a seconda di come mixi un brano pu\u00f2 cambiare tutto&#8230; Come un dragone che\u2026 [si perde la metafora. Peccato \u2013 nda].<\/p>\n<p>CM: secondo me \u00e8 cambiato anche il nostro atteggiamento nei confronti dei live, prima puntavamo sulla quantit\u00e0, quanti ce ne proponevano tanti ne facevamo.<\/p>\n<p>AM: adesso possiamo un po\u2019 pi\u00f9 selezionare i live. Sono anni che usiamo dei video per accompagnare la nostra musica (anche prima di collaborare con il cinema), quindi adesso abbiamo deciso che mentre suoniamo i video [opera di Andrea Cocchi \u2013 nda] devono essere un elemento fisso, non suoniamo pi\u00f9 senza. In passato magari se ci proponevano una serata chiudevamo un occhio, ora pretendiamo un po\u2019 di pi\u00f9 sia nei live sia quando andiamo a registrare.<\/p>\n<p><strong>Come si \u00e8 evoluto il vostro suono? Se doveste descrivere dieci anni di suono mokadelic in due o tre tappe fondamentali\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>AB: Secondo me, si \u00e8 evoluto insieme ad ognuno di noi, \u00e8 compagno dell\u2019evoluzione delle persone, della personalit\u00e0 [\u2026] perch\u00e9 \u00e8 dio che ci ha dato la possibilit\u00e0 di suonare&#8230; A parte gli scherzi, quando sei pi\u00f9 giovane hai bisogno di punti di riferimento, perch\u00e9 la personalit\u00e0 musicale \u00e8 pi\u00f9 acerba, invece, con l\u2019esperienza ognuno di noi si forma un proprio suono, un\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>CM: il mio modo di suonare il basso \u00e8  cambiato in maniera radicale. \u00c8 vero che il modo con il quale una persona si rapporta con un mezzo espressivo come il proprio strumento cambia con il cambiare di se stessi. Adesso mi misuro, con alterni successi, anche con altri strumenti; e anche il basso non lo vedo pi\u00f9 come uno strumento che ha un ruolo definito, ho un approccio pi\u00f9 versatile. Il basso, come un qualsiasi altro strumento, serve a produrre un suono, che poi tu utilizzi come meglio credi.<\/p>\n<p>AM: io ho avuto sempre un modo di suonare un po\u2019 anomalo. Non avendo una tecnica sopraffina ho sempre cercato di realizzare quello che avevo in mente, in maniera semplice minimale e diretta. Tendenzialmente il mio modo di suonare \u00e8 rimasto quello. Chiaro c\u2019\u00e8 stato, col tempo, un maggior affiatamento con gli altri, un maggior ascolto degli altri strumenti, agli inizi andavamo un po\u2019 ognuno per conto suo, adesso c\u2019\u00e8 un\u2019 amalgama.<\/p>\n<p><strong>Voi avete cominciato a suonare con l\u2019etichetta di band post-rock. Oggi ne avete un\u2019altra da suggerire?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>AM: beh direi di no, oggi definirci \u00e8 un po\u2019 difficile, anche perch\u00e9 ci siamo molto discostati dai gruppi di riferimento iniziali.<\/p>\n<p>AB: Adesso abbiamo una nostra identit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p><strong>Personalmente, ho sempre visto nella vostra musica qualche influenza hard-rock\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>AB: per me \u00e8 un complimento.<\/p>\n<p>AM: io non ho mai sentito quel tipo di musica, forse viene da Alberto e Maurizio e a ben vedere pure da Cristian. Ora che ci penso l\u2019unico stronzo a cui non piace l\u2019hard.rock sono io.<\/p>\n<p>CM: su questa cosa delle etichette spesso ci viene da ridere. Pensa che su internet qualche tempo fa ho trovato qualcuno che ci considerava come rappresentanti del  nuovo progressive italiano.<\/p>\n<p>AB: magari sapessimo suonare come i gruppi progressive\u2026<\/p>\n<p><strong>L\u2019altro giorno leggevo un\u2019intervista agli XX nella quale dicevano che non hanno fatto altro che mettere qualche pezzo sul loro myspace e poi sono stati chiamati da una casa discografica e ora sono in tour mondiale. Voi che avete cominciato quando con internet al massimo ci si scambiava qualche e-mail cosa ne pensate dell\u2019uso del web per promuovere e diffondere musica?<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong>AB: Internet ha il limite di essere una realt\u00e0 virtuale, ti d\u00e0 la possibilit\u00e0 di avere tanta gente che ti vuole ascoltare. Per\u00f2 se poi nel mondo reale non c\u2019\u00e8 un\u2019organizzazione in grado di permettere ai gruppi di fare live, spostarsi e avere un giro economico, succede che hai un grande numero di fans, che fisicamente non hanno la possibilit\u00e0 di ascoltarti se non in maniera virtuale. \u00c8 come se offrissi loro l\u2019antipasto senza poi poterti permettere di servire tutta la cena.<\/p>\n<p>(gfz &#8211; gianfrancozucca@gmail.com)<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9: <a href=\"http:\/\/www.mokadelic.com\" target=\"_blank\">www.mokadelic.com<\/a><\/p>\n<p>I mokadelic sono Alberto Broccatelli: batteria; Cristian Marras: basso; Maurizio Mazzenga: chitarra; Alessio Mecozzi: chitarra; Luca Novelli: piano e chitarra; Andrea Cocchi: video.<\/p>\n<p>Bio:<\/p>\n<p>Nell\u2019inverno del 2002, esce il primo cd autoprodotto I plan on leaving tomorrow. I brani dell\u2019album sono trasmessi da varie emittenti radiofoniche nazionali e recensiti da riviste specializzate e webzine. Nel corso degli anni vari brani sono inseriti in diverse compilation (Rock Star, \u201cCronache da una spirale\u201d [Polyester], Losing Today, MarteLive, Fuoriscena, Clouds [Raise Records]). Nel 2004 compongono la colonna sonora del cortometraggio \u201cDove dormono gli aerei\u201d che costituisce, insieme ad altri corti, il film Bambini (Pablo Distribuzione). Nel 2006 viene portato a compimento il nuovo album in studio Hopi, Due brani tratti dal cd compongono la colonna sonora del cortometraggio Fib1477, in concorso alla 63a mostra internazionale di cinematografia di Venezia. In seguito il musicista Niccol\u00f2 Fabi propone al gruppo di fare parte  del progetto Violenza 124, ed \u00e8 cos\u00ec che i Mokadelic registrano il brano Red July. Ai Mokadelic \u00e8 affidata, dal regista Gabriele Salvatores, la composizione della colonna sonora originale del film Come Dio comanda, tratto dall&#8217;ultimo omonimo romanzo di Niccol\u00f2 Ammaniti. La band compone ed esegue l\u2019intera colonna sonora originale del film. Nel 2009 prosegue la collaborazione con il cinema: i Mokadelic arrangiano la colonna sonora originale del film Marpiccolo di Alessandro di Robilant, prodotto dalla Overlook Production, e compongono le musiche per il cortometraggio Paul Bonacci di Alessio Pasqua. Nel 2010 i mokadelic prestano il loro repertorio alla sonorizzazione del documentario In zona mia di Alessandro Ferroni e Elisabetta Angelillo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse li avete visti suonare con band come Explosions in the sky, Mono, Ulan Bator, Tarentel, Giardini di Mir\u00f2. I Mokadelic sono un quintetto di rock strumentale che, nel corso di dieci anni di attivit\u00e0, ha sviluppato una proposta musicale che supera la facile assimilazione agli schemi del post-rock chitarristico. 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