Zen Circus



Il bello d’essere nati nello stivale, là dove c’è una torre che pende. Incazzati neri, caotici e sexy. Il ritorno di una band italiana che suona meglio di un pranzo domenicale al sole. E se arriva la pioggia a bagnare i commensali, è solo vino rosso che cade dal cielo.

Come si sentono oggi gli Zen Circus. Cos’è cambiato in 4 album di vita?
Come chiunque: si cresce/si invecchia, si vive, ci si innamora/ci si disinnamora, si tiene duro come tutti insomma. Poco è cambiato però a livello di energia in quello che facciamo, questo è certo. Ogni disco è come fosse il primo per noi.

Villa Inferno. Quarto album, capolavoro. Com’è nata l’amicizia/collaborazione con Brian Ritchie (ex Violent Femmes), ormai quarto componente del gruppo e produttore?
Era fan degli Zen da anni, ci ha scritto fiumi di mail, veniva ai nostri concerti e cercava di attirare la nostra attenzione, cose così. Poi, presi dallo sfinimento, abbiamo accettato...

Le canzoni sono in italiano, inglese, francese, slavo…che filo conduttore lega i pezzi?
Direi il caos, oppure, il caso.

Cosa/chi/quale umore ha ispirato e influenzato l’album e la sua creazione.
Brian con le sue fissazioni culinarie: ogni santo giorno pranzo e cena erano pantagruelici. Eravamo pieni di cibo, satolli, avvinazzati da vini ottimi e grappe di barolo. Ufo, ex-cuoco, ha passato più tempo ai fornelli che in studio.

Brian Ritchie è solo la punta dell’iceberg. Troviamo dentro anche Giorgio Canali, Jerry Harrison dei Talking Heads. le sorelle Deal, Kim e Kelly (Breeders) con i loro coretti indimenticabili in Punk lullaby. Come vi siete incontrati?
Con Giorgio ci siamo conosciuti in studio grazie ad un assistente, un certo Manu Fusaroli, che ci disse che aveva questo giovane amico che voleva farsi le ossa con la produzione. Abbiamo voluto dare una chance ad entrambi. Jerry Harrison ha chiesto un sacco di volte a Brian di poter collaborare con noi e dopo un po’ di tentennamenti Brian gli ha detto “Ok, ma solo nella cover dei Talking Heads” e lui ci è rimasto un po’ male perchè voleva cantare in “Oh, the river!”. Kim Deal e Kelley Deal sono state portate in studio con la scusa di una cena Italiana che Brian non ha mai cucinato. Si sono incazzate abbastanza non credo si parlino più adesso, intendo loro e Brian...pare ci fosse del tenero.

Come è nato il video di “Punk Lullaby”?
Doveva essere una animazione impegnata, diceva Davide, sulla scia del suo libro su Pasolini. Poi ha optato per fare un video incentrato su cosce, culi e feticismo dei piedi. E ha fatto bene, stavolta che non si vedono gli Zen e non si parla di cose serie, ci hanno passato il video in tv molto più spesso!

“Vent’anni”, manifesto generazionale di ottima musica italiana. E se la usassero per un film?
Se pagano bene, anche subito. Manifesto generazionale per giovani poveracci. Ma purtroppo (o fortunatamente?) i giovani poveracci non ascoltano indie rock. I giovani poveracci di oggi mettono gli spoiler alla punto, l'adesivo della Ferrari sullo zip, si sposano e figliano con la prima che gliela dà e al limite vanno a vedere Vasco Rossi o Ligabue per sentirsi ribelli. A noi ci toccano i nuovi intellettuali che “lavorano tutti con l'arte”. Speriamo che con il nuovo video di “Figlio di Puttana” faremo come i Baustelle: conquistare una grossa fetta di pubblico gay. Ma poi, in Italia oggi come oggi diciamocelo, ci sono ancora i “proletari”?? Dove?? Si ci sono, ma si credono di essere tutti “qualcuno” mi diceva l'altro giorno Ufo... gli do ragione. Anche noi, vogliamo giocare ad essere qualcuno ma siamo solo merde secche in cerca di una Vana Gloria che non arriverà mai. La verità è che se per perdere, la generazione dei nostri genitori ci ha messo almeno 30 anni, a noi ne sono bastati 10.

Chi vi piace nella scena musicale italiana oggi?
Tanti, una lista sarebbe inutile. Ci piace chi è incazzato nero....a me personalmente ora come ora Ministri, Violetta Beauregarde, Le luci della centrale elettrica, Death of Anna Karina, il buon Paolo “Cobain” Benvegnù e l'ultimo Afterhours suona mica male. Poi ci sono questi Donvitoeiveleno che non si capisce bene se ci prendono tutti per il culo o meno...ma a giudicare dalle facce da culo direi di si. Fuochi e fiamme per i vostri live. Quale ricordate più volentieri?
Tutti, davvero. Ognuno a suo modo è perfetto.

Come ti vedi (o ti vorresti vedere) tra qualche anno?
Mi vorrei felicemente incazzato nero, nervosamente dinamico. Mi prevedo tristemente alle prese con un'ulcera e pallosamente afono.
(ADL - lessia.deluca@gmail.com)

Per saperne di più: www.myspace.com/thezencircus

 

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