Collettivo Ginsberg - Asa Nisi Masa

Da WikiFreaks.
Imnodi.jpg
Artista Collettivo Ginsberg
Titolo album Asa Nisi Masa
Etichetta Autoprodotto
Anno pubblicazione 2013
Tipo album Full length
Recensore Marco Petrelli
Voto Beautiful Freaks 7.5
Recensione reperibile su Beautiful Freaks 45

Recensione di Beautiful Freaks

Ho visto il Collettivo Ginsberg distrutto dalla pazzia. Affamati, nudi, isterici, questi cinque romagnoli esagitati hanno registrato undici tracce che sono undici poemi postmoderni all’insegna di confusione (controllata) e parole (incontrollate). Noise e aggressivi a tratti, più morbidi e sognanti qui e là, l’impressione generale è comunque quella di trovarsi davanti a un enorme esperimento, una specie di live art performance nella quale oggetti di ogni tipo vengono lanciati in una stanza e ridotti a pezzi da questi cinque tipi coperti di catrame (fango?) sotto gli occhi del pubblico impressionato. Vietato vietare, come dicono alcune magliette da centro sociale. Nessun limite espressivo in un’orgia elettrica decadente; come diceva l’omonimo poeta da cui il collettivo ha preso il nome, «ho provato a volare senza stampelle», esattamente la filosofia compositiva di questo disco, erratico e imprevedibile. Penso ai grandissimissimi Mars Volta (“Io non ho mani”), evocati da questi affreschi di chitarra finto sgangherati da carillon con le lamelle spezzate, sostenuti da arpeggi a ottantotto tasti scollati il giusto da dare al tutto un’imperitura impressione di precarietà, di casualità, di azzardo. Personalmente, apprezzo sempre moltissimo questo tipo di ibridi spokenword/avantgarde, che riportano un po’ la poesia alla sua dimensione originaria di parola declamata sulla musica (lo diceva Ezra Pound, non me lo sono inventato), aggiungendo un po’ all’una e un po’ all’altra in un moltiplicarsi di capacità espressiva raggiungibile solo violentando gli schemi preesistenti. “Papà morte”, cover ampiamente rimaneggiata di un’omonima poesia-canzone del già citato Ginsberg, è un esempio notevole in questo senso. E allora gloria a quei pochi matti sparsi per la penisola che ancora provano a deframmentare il reale per creare papiers collés che colpiscano con la loro obliquità, mostrando prospettive allucinate e stimolanti, spingendo in là i confini e confondendo le definizioni. Santi! Santi! Santi! Santi! Santi! Santi! Santi! (ecc ecc ecc).