Urticante Pensierino Sociologico



Abbozzo una lieve riflessione sociologica… confesso di non averne le competenze.
Nel pubblico della musica indipendente italiana vige una certa elitarietà e snobismo che mi lasciano perplesso… giorno dopo giorno.
Un recente grande evento estivo della musica Indie italiana mi ha dato da pensare che la scena sia disgregata e assolutamente incongruente. IndieFestival per me non vuol dire un cazzo di niente. Abbinamenti di gruppi fuori luogo… Four Tet dove ricorda Sophia? Perché mai se ascolto Sophia e la sua poesia alienante dovrei sopportare le terzine furiose e discordanti di un laptop esplosivo? Perché i Turbonegro suonano prima di Juliette and the licks, che non ha ancora capito che sta alla musica come Massimo Boldi alla comicità intelligente. Poi il paradosso vivente… i Television che in un festival dello scorso anno, in Italia, aprirono per i Blink 182? Vi spiegate perché sul sito dei Blink non ci son segnate le date italiane nella discography? Forse la pietra di bologna gli ha fatto perdere la memoria… i protettori della indipendente… i SanPietrini.
Complimenti sapientoni! Tuttologi del giorno dopo… mi aveterottolepalle con la vostra loggia vendifumo. Tanto siamo noi a darvi 20 euro per comprare un cd nuovo… a pagar 60 euro per vedere i Rolling Stones a San siro? O peggio sarebbe Ligabue a Campovolo… Oppure siamo noi a farvi fallire scaricandoci tutta la musica possibile per mandarvi in rovina? Raccontatela a un altro…
Se penso a un etichetta mi viene in mente la Sun, o la Chess. Loro costruivano dei miti e creavano le stelle, i vari Jerry Lee o Muddy Waters, facevano del bene allo spettacolo e agli artisti… voi create dei fantocci che sbavano alle vostre sottane.
Sottoponete le next big thing bands a tour forzati di 12 date consecutive per suonare in tutta europa. Incontrai i Franz Ferdinand a Milano e pensavano parlassi spagnolo… chiedevano dov’era la Plaza Mayor… poi ci si lamenta che suonano poco… devono prender l’aereo… Vi spiego quello a cui pensavo…
Negli anni ‘80 e ‘90 un scenester della scena, nella fattispecie il metallaro, nonostante io non lo sia mai stato. e non ci vada a nozze… notavo che il metal era molto più aperto a suoni diversi e non omologati alla sua moda, al suo essere, rispetto a quanto lo sia la scena indipendente italiana.
E’ ossimorico tutto ciò… contro ogni apparenza.
Il ragazzino con le all star e le pins e le magliette colorate dalle scritte buffe è molto più classista del giubbino di pelle borchiato. L’IndieSnob è un cancro che affligge questo bel genere musicale… è una piaga che spacca la voglia di star insieme … di far festa. Le metastasi sono le 10 persone davanti ai Lambchop a Biella nel 2004 o le 23 davanti ai Delgados e le 15 davanti agli Arab Strap… così si formano tendenze assurde e giudizi gratuiti e approssimativi verso chi alla musica attribuisce poteri enormi. Anche se 150.000 paganti per sentire quel patetico Ligabue è qualcosa che mi farebbe trasformare in Indie-snob Hero in Vile Vynil revenge war! (Tum)

 

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