The Niro

Incontriamo in un pub di San Lorenzo Davide Combusti, ai più noto come The Niro. Cinque anni fa, all’inizio della sua parabola artistica fu proprio un’intervista fatta a casa di Manuela uno dei primi passi ufficiali della storia del cantautore romano. Lo incontriamo ora dopo essersi accasato con la Universal e soprattutto dopo aver raccolto consensi in diverse parti del globo. Ritroviamo comunque il solito Davide, timido ma comunicativo e soprattutto felice del momento che sta attraversando.
Stai per ricevere al prossimo MEI (siamo a metà ottobre, n.d.r.) il premio come artista rivelazione dell'anno. Tre anni fa ti trovavi al nostro stand a cantare in una situazione di fortuna e ora sei sul palco principale. Cos'è successo in questo periodo?
Dal cantare chitarra e voce attaccato allo stesso ampli, ricordo che era partito un fischio che aveva interdetto parecchia gente... sono successe talmente tante cose... ma sostanzialmente è successo che qualcuno ha creduto in me e mi ha permesso di pubblicare l'album che desideravo che è uscito e ha avuto un piccolo successo in ambito nazionale.. e la cosa mi ha anche stupito in quanto credevo di essere più "incompreso"! Alla fine del giro di presentazione di questo album e sembra incredibile che le cose siano andate così. Comunque mi definisco un progressista d'atteggiamento e spero sempre che il domani sia più roseo dell'oggi... magari è un atteggiamento che ti porta ad essere malinconico...
...difatti è una vena parecchio presente nei tuoi testi...
Ma quella deve rimanere! La felicità non mi aiuta troppo! Viva la pappa col pomodoro non penso la scriverò mai... la mangio ma non la decanto!!!
Quale è stato l'incontro che ti ha portato da una dimensione più piccola a questa addirittura internazionale?
Forse l'incontro con Gianluca Vaccaro che poi è avvenuto tre ore prima della nostra prima intervista fatta proprio per Beautiful Freaks. Prima di venire a casa tua (si rivolge a Manuela, co-autrice di dell'intervista) io mi trovavo con questa persona che già allora mi faceva proposte incredibile ma con il patto di cantare in italiano. Approccio alla nostra lingua che è pero scemato quasi subito visto che le mie canzoni n italiano non piacevano a me per primo quindi non vedo come avrebbero potuto piacere agli altri! Nel frattempo avevo incontrato altri produttori che mi dicevano canta in italiano, togli la chitarra, mettiamo una batteria finta. Ma quel che mi chiedevo io era perchè volete produrmi cambiandomi? Lasciatemi come sono! Ma la vivevo in modo sereno perchè mi dicevo che se erano interessanti un minimo "ci vedono".
Comunque non sono riuscite a cambiarti più di tanto... Sei tutto sommato quello delle origini...
Diciamo che ho avuto diverse formazioni, anche insolite. Ricordo il periodo con il bassista medioevale, il percussionista africano chitarrista metallaro. Mi piaceva quel modo di porsi, di nascondere quello che c'era intorno. La mia idea però già allora era di registrare da solo. Era un pò anche il mio sogno: cresciuto come batterista, poi come chitarrista, poi un pò di pianoforte, banjo. Ho suonato un pò di tutto, magari non sempre al meglio ma nella testa mi si era sviluppata l'idea di fare qualcosa da solo non tanto perchè mi sentivo il più bravo di tutti, ma perchè all'epoca, forse anche oggi, non riuscivo a comunicare il mio mondo agli altri. Le persone con cui suono adesso mi seguono parecchio, lascio fare anche parecchio e penso di esser stato fortunato ad aver trovato persone così appassionate al progetto. Però l'idea di creare qualcosa da solo è stata anche forzata dall'essere un pò introverso.
Invece hai avuto incontri importanti dal punto di vista musicale che ti hanno fatto vedere le cose in un altro modo?
In realtà potrei citarne un migliaio. Tutto quello fatto mi ha aiutato in qualche maniera a crescere. Sono sempre stato un osservatore delle piccole cose, mi è sempre piaciuto cercare di capire cosa voleva esprimere l'artista con il quale mi trovavo a dividere la serata e questo anche nell'ambito della scena romana. O quando suonavo la batteria con i Black Circus Tarantula, che mi ha dato la consapevolezza di poter essere selvaggio e ed esserne contento. Questa cosa spero di portarla avanti sempre. In realtà non c'è stato l'incontro in cui "ho visto la luce" però ho conosciuto tante piccole grandi persone... solo che magari non ne ho la consapevolezza!!!
Ho sempre apprezzato il modo in cui ti sei approcciato a suonare dal vivo passando con disinvoltura dall'essere spalla dei Deep Purple e il mare di gente presente a vederli per poi suonare il giorno dopo in un piccolo pub davanti ad un pugno di persone. Soprattutto nella dimensione voce e chitarra quanto pensi ti abbiano aiutato a crescere i live?
Tendenzialmente sono timido, vado ad attacchi di timidezza! Già ho i rossi poi ci sono dei momenti in cui divento rosso come un peperone! Per quanto avessi la consapevolezza di avere un potenziale di voce avevo paura di affrontare la gente. Per questo inizia come batterista. Poi però da lì dietro pensavo se ci fossi io al posto del cantante farei così... e poi alla fine visto che avevo cominciato a scrivere qualche canzoni e fatto un piccolo demo con un microfono di 6500 lire registrato con il computer dove non sapevo assolutamente cosa fare... e quindi da lì ho capito che volevo fare la mia musica. Ho radunato accanto a me Guido Lanfredi, oggi bassista dei Cat Claws, Daniel Dudra che ora ha un progetto hip hop Jungla Beat, tra l'altro molto valido, e da questo nucleo è iniziata la storia dei The Niro prima come gruppo e poi come solista. Proprio Guido mi fece capire che ero un cantautore.. e dopo questa discussione/confronto con lui, nel giro di una settimana ho scritto buona parte del repertorio finito poi sul cd! Che poi paradossalmente da quando sto da solo amo molto condividere le cose con gli altri! Ma non c'è nessun gruppo all'orizzonte. Mi trovo bene con le persone con cui suono da parecchio tempo ma rimango solista...
Hai avuto spesso modo di suonare all'estero. Com'è l'approccio lì?
Paradossalmente da quando ho firmato suono un pò meno. Prima rompevo tantissimo le scatole con anche due concerti a settimana, invece adesso l'agenzia che si occupa degli spettacoli mi dice di centellinare e non sovraespormi. Però devo dire che forse è un approccio giusto. Io vorrei suonare sempre, mi piace troppo, e poi vorrei subito sperimentare e provare dal vivo le cose nuove. Un pò questo aspetto mi manca, ma devo dire che i live sono più curati. Ci sono innegabilmente dei pro e dei contro. Poi il giorno che sentirò di bisogno di tornare alle origini magari sotto falso nome.... (ride, n.d.r.)
Quindi il mondo indie un pò manca?
Diciamo che è un cosa che riguarda più l'agenzia perchè l'etichetta, anche se una major, ha interesse che tu ti mostri e suoni e magari pure se tra dieci spettatori due si comprano il disco per loro va bene! L'agenzia invece cerca di tutelare giustamente quello che loro reputano un bene.
Quindi ritornando alla lingua in cui canti continuerai con l'inglese?
Si, anche se ho fatto qualcosa in italiano. Ho partecipato al tributo ai Diaframma interpretando "Io amo lei". L'ho fatto così, molto istintiva perchè credo soprattutto le cover vadano interpretate di pancia. Invece magari sul disco ci metto più attenzione, ma non sempre!
Il tuo caso è comunque un segnale di speranza per la scena romana e non solo.
Secondo me si. Questo è un momento in cui le etichette si appoggiano al mondo indipendente e diverse realtà potrebbero trarne beneficio. Vedi non ultimi "Il Genio".
Per quando è previsto il prossimo lavoro?
A settembre del prossimo anno. Sempre per Universal. A novembre, anche se ancora non si sa in che formato, uscirà negli Stati Uniti mentre a febbraio verrà pubblicato in Europa. Speriamo bene... comunque sono contento, davvero. Avevo paura dell'approccio con la major ma non posso assolutamente lamentarmi. Hanno preso il disco esattamente così com'è e finora mi sembrano aperti e interessati a tutte le proposte che gli faccio.
L’intervista piano piano sfocia in un normale chiacchiera di tre amici appassionati di musica che ne discutono davanti ad una birra. Ci lasciamo con Davide felice di questo incontro e consci della crescita, umana ed artistica, di quel ragazzo di talento seduto sul divano di casa…
(Alessandro Pollastrini e Manuela Contino)
Per saperne di più: www.theniro.com