Rosie Taylor Project

Da Leeds UK, una delle band emergenti più interessanti del panorama alternativo anglosassone.
Freschi della pubblicazione di "A Good Café On George Street", il secondo singolino estratto dal futuro debutto "The City Draws Maps", telefoniamo a casa della graziosa Sophie e inaspettatamente scopriamo che quasi tutta la band, grazie al vivavoce, interviene alla nostra chiamata. Un divertente parapiglia di parole che per una mezz'ora ci aiuterà a rendere il nostro sabato pomeriggio meno apatico del solito...
Iniziamo con il classico e noioso rito sociale del conoscersi. Raccontatemi come si è formato il progetto Rosie Taylor....
Sam: RTP si è formato a settembre del 2006, tutti noi avevano sempre desiderato formare una band...fare squadra...però per pigrizia nessuno di noi si era mai impegnato per organizzare. Abbiamo iniziato con il piglio amatoriale dell'hobby e abbiamo visto nella band la speranza di scampare ad una vita mondana fatta al 90% di ozioso ed alienante lavoro.
All'inizio eravamo in 5, ma quando il nostro primo chitarrista se n'è andato abbiamo piazzato Joel alla batteria e John alla chitarra, gonfiando a 6 elementi la nostra formazione. Il suono della band è cambiato...ora abbiamo un suono più deciso e graffiante.
Come siete entrati in contatto con l'etichetta Bad Sneakers Records?
Sam: È stata la Bad Sneakers a scovarci alla terza data che abbiamo suonato al Carpe Diem di Leeds. Siamo molto amici con i ragazzi di The art of Kissing e ci invitano spesso a suonare alle loro serate.
Ed aveva già una copia dei nostri primissimi demo e ci ha invitato a discutere sull'idea di produrre il primo singolo...il lavoro e piaciuto ed eccoci al disco d'esordio per Bad Sneakers.
Ho letto sulla vostro sito a riguardo di una bizzarra iniziativa per suonare a casa di una persona di nome Rosie Thomas...non capisco...
Jonny: È una storia personale in cui è meglio non addentrarsi. Rosie è una donna di Edinburgo che ha spezzato i nostri cuori. È una storia davvero triste che ci ha stancato ma ispirato nel profondo. Quello che hai letto non è nient'altro che un modo per medicare i nostri cuori trovando un posto sostitutivo per Rosie Taylor, un modo come un altro per colmare il vuoto e ritornare alla normalità.
Comprendo il tasto dolente e non insisto, lasciamo il mistero. Parlateci della scena musicale di Leeds e di come la vivete. C'è qualche serata open mic? Qualche karaoke cinese da cui vi sentite ispirati?
Sophie: Oh sii! Ci piacerebbe molto prendere ispirazione dal karaoke cinese, ho paura che non riusciremmo a competere però con i mostri sacri del genere (risate etiliche a gogo).
La scena di Leeds è tosta, davvero molto varia e piena di gruppi divertentissimi; prova a pensare a un branco di bestie selvagge ed affamate oppure ad uno scontro titanico tra due dinosauri che si mordono in continuazione. Quest'immagine rende l'idea, particolarmente.
C'è un particolare stile collettivo in questo rumore di ganasce?
Sam: Non direi che c'è un particolare stile di suonare però ci sono molti artisti aperti di mente, persone che si sostengono. La scena è unita, dal lo-fi folk di Michael Rossiter ai paesaggi sonori dei Glissando.
Ditemi qualcosa di più del vostro disco d'esordio che sta per uscire...
Jonny: Il nostro disco si chiamerà "This city draws maps" e sarà si il 5 di maggio. Abbiamo registrato qui a Leeds con Richard Formby, un produttore davvero creativo che ci ha incitato a sperimentare strumentini e chincaglietti di ogni sorta. Bhè ok, adesso in poche parole convinci qualche italiano a comprare il tuo disco!
Sophie: (si cala nella parte): "è un lavoro intenso, malinconico, intriso di melodie alimentate ad alcohol. Tutta la band ne è fierissima". Il nostro disco si rivolge a tutte quelle persone sensibili agli affari di cuore e di speranza.
Cosa ne pensi del giornalismo musicale nei confronti della indie music. Prendiamo due esempi a confronto, il mondo glitterato dell'NmE e la spocchia pseudo gangster di Pitchfork.
Sam: La stampa musicale anglosassone gode di buona salute per un solo fattore è sempre entusiasta di nuove realtà, il difetto stà nel pompare realtà che spesso non hanno una valida ragione per "cavalcare l'onda". Mi riferisco a gruppi che sputano sul mercato un bel singolo e poi si montano la testa e diventano checche capricciose. NME ha bravi e incapaci giornalisti come tutte le riviste, certo è che negli ultimi anni il problema/limite è degenerato. Creare un movimento ed escludere a priori realtà che suonano un genere fuori dai proprio canoni porta ad avere notevoli limiti d'intelletto. Pitchfork è molto esigente ma di solito c'azzecca e non si può che rendergli merito. Le nostre webzine preferite restano Drowned in sound e This Fake DiY.
C'è qualche chance di vedervi presto suonare dal vivo in Italia?
E se aveste la bacchetta magica, quali sono gli artisti con cui condividere un tour in europa?
Sophie: Sfortunatamente non abbiamo pianificato nessuna data in Italia, ma è chiaro che ci piacerebbe molto suonare da voi così come oltreoceano. Se avessi la bacchetta magica entrerei nel cervellone di Sub-pop e inserirei i nostri nomi accando a Band of Horses, Shins o Iron & Wine...ci sentiremmo come un bambino affamato in un negozio di caramelle fosforescenti.
Ok! Torniamo tutti all'asilo! Ora ognuno di voi mi parla brevemente di sè.
Jonny: Disinvolto, erudito, nevrotico ed illuso. Mi sento figo vestito di marrone. (suono la chitarra e canto)
Sam: Sono un po' credulone ma cela metto sempre tutta (suono tutto e tutti)
Nick: A me piace il basso che fa dumdeeedum
Joel: Joel odia tutti, ma questo fa si che gli altri lo amino (joel suona la batteria)
Sophie: spera sempre che la band faccia sempre più casino (Sophie suona la tromba, il corno da caccia e canta)
Jon: non è qui ora, ma lui è un casinaro da competizione, è molto bravo a fare le foto e per ciò tutti lo amano, specialmente joel (john suona la chitarra)
Grazie, davvero gentili! in bocca al lupo per il vostro esordio, avete il nostro pieno supporto.
In coro: Grazie a te, a preeeeeeeeeeeeesto!
(Tum)