MAG&ZINES - Qu Magazine (www.qumagazine.org)

(Intervista a Tommaso Speretta, direttore ed art director del magazine/Venezia/Italia)



MAG&ZINES
Quando la parola e le immagini non si vogliono omologare. Manuali di idee e stimoli alternativi, raccolte in pagine non convenzionali. A tu per tu con i nuovi incubatoi del pensiero e della creatività.


Come nasce il progetto Qu Magazine?
Qu Magazine nasce da un gruppo di amici, che hanno frequentato insieme l’università a Bologna e che dopo la laurea, si sono disseminati per l’Italia e l’Europa, per seguire le proprie aspirazioni. L’idea di lavorare con la carta stampata ci aveva sempre affascinato, ma proprio in quel momento di ‘diaspora’, realizzare il magazine ci è sembrato anche un mezzo per continuare a stare insieme e condividere progetti. Cosi nell’arco di tre mesi, sono nati l’associazione culturale Querelle ed il magazine Qu: un primo numero, contenitore con articoli e interviste di arte contemporanea e musica di 72 pagine, formato 17x24, con testo sia in italiano che in inglese .

Per il secondo numero della rivista, avete pensato ad un’impostazione completamente diversa…
Si esattamente. Per i mesi di agosto, settembre, ottobre, è prevista l’uscita di 3 numeri monografici sui festival cinematografici, rispettivamente di Cannes, Locarno e Venezia, seguiti dalla nostra esperta di cinema, che per ognuno dei festival, seleziona ed intervista tre diversi registi. Per questi numeri dedicati al cinema, abbiamo pensato anche ad un formato differente, un poster dove da un lato ci sono le interviste e dall’altro un’illustrazione, realizzata per ogni uscita da un designer diverso. Un poster/cornice, che una volta lette le interviste, si puo’ appendere sulla parete e prestarsi ad altri utilizzi…

Le prossime evoluzioni?
Il 5° numero sara un nuovo numero zero, in cui ricominceremo a parlare soprattutto di arte contemporanea, sotto forma di interviste monografiche. Probabilmente usciamo con un monografico, formato un sedicesimo, dedicato all’artista Gabriele Basilico.

Qual è il concept del vostro magazine, quali obiettivi di comunicazione e di pensiero, volete raggiungere?
Puntiamo molto sulla formula dell’intervista per arrivare a conoscere realmente gli artisti. Mi sono reso conto, soprattutto parlando con dei grandi nomi dell’arte, che molte volte non si ritrovano in ciò che illustri critici scrivono su di loro ed i loro lavori. Una cosa che mi fa sorridere. ..le nostre interviste tendono a ‘ridimensionare’ il mito, non per sminuirlo, ma piuttosto per conoscerlo nella sua vera essenza attraverso una forma colloquiale. La formula è quella del ragazzo interessato all’arte e competente in materia, magari alle volte un po’ sprovveduto, che si confronta con il noto artista in una maniera curiosa, con la volontà di arrivare al trovare un punto di unione tra sé stesso, persona comune e l’artista, personaggio di spicco. Inoltre vogliamo divertirci e trasmettere a chi ci legge, questa passione. Per questo scegliamo di intervistare esclusivamente i personaggi che muovono sincero interesse in noi.

Quali gli artisti da tenere sott’occhio al momento e quali artisti vi piacerebbe intervistare?
In questo momento tra gli artisti interessanti da seguire, citerei Thomas Demand, Tobias Rehberger, Piotr Ulansky, Paul Sepuya, Gregor Schneider. Ed ancora mi piacerebbe intervistare Bruce Neuman, Ettore Spalletti, Silvie Fleury e Andrea Zittel. E soprattutto Jack Pierson.

Quali aggettivi caratterizzano QU magazine?
Minimale, curata - nell’editing in maniera maniacale -, ossessionati non solo dall’immagine ma anche dai contenuti. Sono troppe le riviste patinate che poi in realtà nessuno legge. Noi vogliamo oltre che essere guardati per l’art work, anche essere letti ed apprezzati per ciò che scriviamo.

Quali sono gli ostacoli di fronte ai quali può trovarsi un progetto indipendente in Italia?
Un problema molto italiano, è la difficoltà nel trovare gli sponsor. In realtà ci sono molte istituzioni forti che avrebbero soldi da investire. La verità è che non c’è la volontà di investire sui progetti indipendenti, sia per una scarsa fiducia nei giovani, visti spesso come inadatti a costruire qualcosa di serio, sia per la troppa poca voglia di rischiare. Ma credo che i progetti indipendenti presto avranno la loro la rivincita….

Dove distribuite la rivista?
Dipende dalla tiratura del numero. Per queste prime uscite, ci siamo concentrati sulla distribuzione presso uffici stampa, addetti ai lavori, ed artisti. Nel tempo, aumentando la tiratura, vogliamo coprire un ampio numero di punti di distribuzione. Organizzate anche eventi?
E’ fra i nostri obiettivi realizzare eventi di tipo musicale per promuovere la rivista. Venezia non è una città semplice per gestire questo tipo di iniziative, sia per mancanza di spazi che per i costi da sostenere per far arrivare le band

Qual è secondo te la città al momento più interessante dove sviluppare progetti DIY?
In Italia direi Torino. In Europa sicuramente Berlino, una città dove anche con pochi soldi è possibile costruire e portare avanti progetti indipendenti. Ci sono molti spazi a disposizione ed i giovani hanno più voglia di trasformazione e di essere coinvolti. Inoltre puoi lasciare ovunque la tua fanzine o free press, senza che venga considerata un prodotto di serie b.

Concludiamo parlando di musica. Quali sono al momento le band preferite di Qu Magazine?
Santogold, Atlas Sound, Laura Gibson, Scott Matthew, Lykke Li, The dø, Glasvegas, Styrofoam, Thao Nguyen with the Get Down Stay Down, Portishead e Sam Sparro
(A cura di Manuela & Alessia)

Per contatti: www.qumagazine.org


 

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