L'altra faccia del Neapolis Festival 2004: gli artisti del freakout@tuborg stage

Giunto ormai alla sua ottava edizione il Neapolis Festival si è svolto quest'anno tra l'area degli ex cantieri Italsider a Bagnoli, lo stadio San Paolo e l'Arena Flegrea di Fuorigrotta (entrambi quartieri del napoletano). Su questi tre palchi sono saliti grandi nomiPeter Gabriel della musica mondiale e della nostra penisola: il mese scorso infatti si sono esibiti Ben Harper e The Cure e a luglio è stata la volta di Peter Gabriel, gli Air, David Byrne e Vasco Rossi. Accanto all'Arena Flegrea è stato poi allestito un altro palco, il freakout@tuborg stage, sul quale si sono esibiti il 7 e l'8 luglio gruppi della scena indie italiana e straniera più quattro gruppi selezionati nell'ambito del concorso Destinazione Neapolis. Una rassegna quindi quella di quest'anno all'insegna non solo dei grandi nomi ma anche e soprattutto dei grandi talenti; esemplare a tal proposito è stata la performance dei Mono, gruppo giapponese dalle sonorità vicine a quelle dei Mogway e dei Sonic Youth, toni epici, intensi, un'atmosfera vibrante che cattura e incanta;poi è stata la volta del suono caldo, a tratti vintage a tratti acustico degli ispiratissimi The Zen Circus, gruppo pisano a metà Mirsietra rock, punk e folk e dei Candies, band punk rock di Varese (che è stata gruppo di supporto dei Calexico e ha suonato al fianco di grandi nomi come Ulan Bator e Xiu Xiu) dai suoni viscerali e spigolosi aperti anche a squarci new wave; ritroviamo poi gli islandesi Gang Bang... la loro intensità, le atmosfere celestiali, inverosimili, remote, proprio come alcuni paesaggi del Nord Europa, della loro terra, la Scozia; a seguire ci sono stati gli Arab Strap che si muovono tra cornamuse, arrangiamenti orchestrali, trame acustiche e sprazzi di elettronica... tutto questo la prima sera, il 7 luglio; l'8, giovedì, è stata la volta dei cuneensi Mirsie, del loro indie rock duro e puro - influenzato dai Kyuss e dagli Stooges - che si apre a squarci melodici. Bellissima, intensa, ironica, profonda, disperata e introspettiva l'esibizione dei Marta sui tubi, Monoterzetto siciliano che fonde le linee del rock acustico ad un andamento blueseggiante, al tocco duro della batteria e a testi allucinati e surreali, alle volte urlati; è stato poi il momento di sentire i veneti One Dimensional Man, molto vicini alle sonorità dei Jesus Lizard e definiti uno dei gruppi rivelazione dell'anno soprattutto per l'impatto che suscitano dal vivo con il loro sound arrabbiato, forte, energico, il loro modo di presentarsi al pubblicoOne Dimensional Man e di parlare di politica tra una canzone e l'altra, il loro sarcasmo, le nudità che alle volte esibiscono durante gli show... insomma tutto questo ha contribuito a far si che i One Dimensional Man siano stati definiti band live d'Italia!! E non finisce qui perchè, come citato in precedenza, in queste due sere si sono esibiti anche i quattro gruppi emergenti vincitori di Destinazione Neapolis: The Blueprint da Roma, i Valderrama 5 e gli Inigo da Napoli, i Loozoo da Catania... e ancora c'è stato il progetto After Four,David Byrne exbit artistico realizzato nei laboratori dell'accademia delle belle arti di Napoli; After Four è una scultura vivente, cinque musiciste che suonano brani dei Velvet Underground in un neon tondo... un'immagine molto contemporanea, moderna, alla Warhol, con brani di Lou Reed & company come colonna sonora: scambio di musica e arte o meglio... intercambio tra due arti, se così possiamo definirlo. Bella storia quindi quella di quest'anno al Neapolis: è stata data l'opportunità a gruppi provenienti da tante parti del mondo di diffondere la propria musica frutto di una continua ricerca in continuo movimento... per fortuna lo scenario indie italiano ed internazionale è vivo, ricco, e gode di ottima salute forse molto più di quello del grande show biz stramilionario!!

Giovanna De Luca

 

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