The Mojomatics - Don’t Pretend That You Know Me
Sull’onda di un meritato successo i Mojomatics arrivano al terzo disco senza compromessi e sviluppando il loro sound originale. Molti magazine non ci penseranno due volte a rimarcare questo cambiamento, ma chi segue realmente il duo dal loro primo 45 si renderà subito conto che i mojo in fin dei conti sono gli stessi e che tutta sta differenza è qualcosa di poco sostanziale. A Sweet Mama Gonna Hoodoo Me del 2004 era un’autentica scarica di garage punk sporco e Songs For Faraway Lovers (2006) una bibbia in miniatura di country e rag time, e potrei definire questo terzo capitolo, Don’t Pretend That You Know Me, il risultato della somma dei due precedenti. Groove elettrici, r’n’b raffinato, beatles, stones, un viaggio nella musica rurale dai primi decenni del ‘900 ai fine ’60. Il tutto amalgamato, impastato, combinato con la violenza e la rabbia del punk ’77. L’irruenza di Wait A While, Miss Me When I’m Gone e Down My Spine portano ad esempio come questo sia tutto perfettamente orchestrato. Quindi evitiamo di parlare di svolte pop, i Mojo sono una band (ora vera e propria con l’entrata del bassista) che parla poco e razzola molto, non segue nessuna moda e suona qualcosa che allo stesso tempo è sempre fresco e mutevole perché di ampie vedute. Sputando in faccia a tutte quelle band inutili indie qualcosa che cavalcano l’ultima moda (vedi ora i ritmi afro di molte formazioni americane) il duo veneto è oggi una delle migliori realtà rock, rock’n’roll, punk, chiamatelo come volete, che si possano trovare in mezzo a questa sterilità e piattezza contemporanea.
(Tommaso Floris)
Per Contatti: www.mojomatics.com