Love Injections - s/t
Sono svedesi, hanno le barbe lunghe e i jeans strettissimi, si chiamano tarammente Love Injections. Hanno registrato il loro disco d’esordio nel loro fatiscente scantinato di Lidkoping, con un budget inesistente ma con cuore e determinazione pulsanti rock’n roll, senza pretese se non colpire dritto al cuore. L’intero disco si muove sull’asse stilistico che parte dal “Now” degli Stones per sconfinare nelle allucinazioni neo hippie di Akron Family e compagnia cantante. Si percepisce un radicale gusto retrò per la forma canzone strofa-ritornello che continua a sospingere Ryan Adams o Marah sulla cresta dell’onda dell’Americana. Il disco attacca deciso con “Just about Enough”, rock menefreghista e al contempo vincente. Balza all’orecchio un leggero e gradevole effetto “trippy” che fece la gloria di Dopes to Infinity dei Monster Magnet, impressione che si rivelerà trompe-l'œil della sola prima traccia. Il cd procede, dunque, per undici tracce senza la ben che minima sperimentazione stlistica di genere; riproducendo seppur impeccabilmente, un genere mostruosamente sacro ed intoccabile. Così “Tinseltowns & the Cross to Bear” sembra voler dipingere la California dei Buffalo Springfield, mentre “Half Death” esorcizza scherzosamente lo spettro dispettoso di Ronnie Van Zant. Profondo sud e puzza di gasolio, alla Golliwogs, accompagnano “International Rescue” e Death Weight” per spianare la highway al blues crepuscolare di “Seven Days”. L’esalazione rock di “Tipsy” è la ciliegina sulla torta, dimenticata in frigo per oltre 40 anni e così maleodoratamente rock, senza fronzoli, nella descrizione più iconica del termine.
(Tum)
Per Contatti: www.loveinjections.com