Apocaphilips Now
Miliardi di emozioni, parole, sentimenti, dichiarazioni, odio.
Sono solo la luce di micropixell colorati.
E se un micropixell sclera.
Siamo fregati.
E il mio cellulare ha deciso così.
Non colorerà più nessun micropixell.
La rivoluzione monocromatica.
il mio cellulare non mi capisce e io, diciamoci la verità, non capisco lui.
non ha nulla da dirmi.
né vodafone,
né l'ora.
Né messaggini.
solo una schermata bianca.
un bianco luminoso, ma pur sempre bianco.
è un bianco totalmente bianco.
lo apro e si vede solo uno display interamente bianco.
lo accendo, bianco.
lo spengo, nero.
lo riaccendo, bianco.
lo rispengo, nero.
e così via. e c'ho provato un bel pò di volte.
lui non capisce quando è il momento di scherzare e quando no.
Per lui posso anche essere lasciato, o abbandonato.
dovrei fare una telefonata importante.
bianco.
non posso continuare a presentarmi a casa delle persone senza avvisare.
bianco.
non posso non presentarmi ad appuntamenti fondamentali delle mie relazioni leccasecchioscolastiche.
bianco.
qual è la scusa?
no, guarda veramente, il cellulare, sul serio,
era bianco.
poi nero.
nulla più.
Vorrà dire qualcosa.
Le macchine che si ribellano agli umani.
Ecco.
Immaginate tutti i cellulari della terra, che si ribellano.
Tutti i monitor dei pc.
Tutte le televisioni.
Tutti i display delle radio.
Tutti i cartelloni pubblicitari.
Tutti i cartelloni autostradali.
Tutti gli orologi.
Tutti i videoregistratori.
Miliardi e miliardi di schermi bianchi.
Niente messaggi apocalittici.
Niente stelle a cinque punte.
Niente attentati.
Solo bianco.
Un po’ quelle scene con i semafori impazziti.
Il traffico in delirio.
Gente che urla e scappa.
Tutto per il bianco.
Tutto per l’ horror vacui.
E in questo delirio.
In questa folla spaesata e disarmata.
Uno di noi, non si sa chi sarà il primo.
Ma uno di noi alzerà la testa.
Stanco di fissare il bianco, il vuoto.
Alzerà la testa e vedrà un altro uomo.
Sì, proprio quello con cui prima stava parlando al telefono.
Quello con cui prima stava chattando.
Quello lì che vedeva nel televisoretto portatile.
E quest’uomo anche lui, dopo pochi istanti, alzerà lo sguardo
Dall’ incompresa bianca tecnologia.
E se le troverà davanti.
Chissà se ci riconosceranno subito.
Forse ci vorrà un po’ di tempo.
Magari si scruteranno prima un po’, increduli.
Forse magari si inizieranno a toccare, quasi per assicurarsi della veridicità.
Della consistenza.
Della realtà.
Come una scimmia nella preistoria che si trova davanti una navicella spaziale.
Ma si riconosceranno.
Sì, saranno di nuovo reali.
Veri.
Tangibili.
Potranno parlare.
Toccarsi.
Percepirsi.
Tutto come era una volta.
Quando un uomo parlava davanti ad un altro uomo.
Sarà festa.
Per la rinnovata consistenza.
Ma forse è ora che io mi compri un cellulare nuovo.
Sacha Biazzo